L’AQUILA – “Fino a quando ci sarò io, le priorità rispetto al Cram saranno altre. La cosa certa è che se verrà rifinanziato, questo organismo dovrà prendere un percorso diverso dal passato”.

È la replica del presidente della Regione, Gianni Chiodi, in relazione alle polemiche scoppiate dopo le dichiarazioni rilasciate a margine di una conferenza in cui, parlando dei tagli ai fondi per l’organo degli abruzzesi emigrati, ha detto: “sono finite le gite, per i nostri e per loro”.

Il governatore non si dice per nulla sorpreso della reazione dei componenti del Cram, il Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo, che hanno parlato di “dichiarazioni sconcertanti”.

“Sono normali polemiche – spiega ad Abruzzoweb – nel momento in cui si tagliano fondi per tutelare le scarse risorse regionali. Ci sono altre priorità, come il sociale, la protezione civile e il sistema dei beni culturali”.

Quelli utilizzati per il Cram “sono soldi pubblici non utilizzati in modo perfetto. Abbiamo vissuto vicende poco chiare, come quella relativa al Brasile”.

In relazione alla sua “battuta” sulle “gite finite”, Chiodi spiega: “la ‘lingua batte dove il dente duole’. Quella delle ‘gite’ è stata una battuta di sfogo. Ricevevo da Alloggia continui vituperi in tutte le occasioni, capisco che si sia candidato con l’Idv nel 2006, ma questo non gli consente di fare politica”.

“Il Cram non va bene così com’è – insiste Chiodi – innanzitutto mi piacerebbe che si facesse in Abruzzo, le riunioni non si devono fare in giro per il mondo”.

Insomma, se il Consiglio degli emigrati dovesse mai avere un futuro, l’organismo sarebbe certamente diverso da come è oggi.

LE REAZIONI

CARAMANICO (SEL): “DA CHIODI DICHIARAZIONI PRIVE DI FONDAMENTO”

“Il presidente Chiodi, a proposito del Cram, non ha perso l’occasione per dimostrare la sua ignoranza e la sua irresponsabilità”.

È quanto afferma in una nota il consigliere regionale Franco Caramanico che aggiunge: “Chiodi farebbe meglio a parlare del suo operato, dei 450 milioni di debito, della sanità allo sbando, della sua maggioranza che ormai da oltre un anno non riesce ad assicurare nemmeno la presenza in aula. Del resto, se in base ai sondaggi è all’ ultimo posto nelle graduatoria di apprezzamento dei presidenti delle regioni, c’è un motivo”.

“Chi gli ha impedito di fare chiarezza sulla sede del Brasile che rappresenta un punto di riferimento importante per la promozione dei nostri prodotti alimentari nel mercato sudamericano? Capisco che all’inizio della legislatura ha potuto prendere una cantonata parlando di ‘chiusura di una sede regionale’ (che regionale non era) ma insistere appare imbarazzante”, prosegue.

Secondo Caramanico, “offendendo il Cram, Chiodi offende la storia dell’emigrazione , la storia del nostro Paese. I nostri emigranti non chiedono soldi, non hanno ricevuti soldi, si sono adoperati per primi per dare il loro contributo per la ricostruzione dell’Aquila (con oltre 10 milioni di euro). Chiodi, anziché denunciare gli sperperi per i viaggi, avrebbe l’obbligo e il dovere di far riferimento a fatti precisi. Potrà rendersi conto che, per partecipare a una riunione con i nostri corregionali in Svizzera, grazie anche allo spirito di abnegazione dei dirigenti regionali, abbiamo speso solo 150 euro(benzina e panini !!!)”.

“Purtroppo Chiodi non si rende conto che oggi siamo di fronte a una nuova emigrazione, che oggi siamo noi che abbiamo bisogno della collaborazione delle nostre associazioni all’estero, le quali rappresentano un punto di riferimento per i nostri figli che in Abruzzo non riescono a trovare un’occupazione – insiste – La mia non vuole essere la presa di posizione di un consigliere di minoranza, ma lo sfogo di chi è stato segnato dal fenomeno dell’emigrazione, essendo mio nonno e mio padre emigranti in Germania”.

“Le dichiarazioni di Chiodi sono quelle di un personaggio che, oggi, illegittimamente continua a ricoprire l’incarico di presidente della regione Abruzzo e che irresponsabilmente si presenta come un moralizzatore della politica, senza rendersi conto che sta distruggendo la nostra regione”, conclude.

CARAMANICO, ”CHIODI IGNORANTE E IRRESPONSABILE”

“”Il presidente Chiodi, a proposito del Cram, non ha perso l’occasione per dimostrare la sua ignoranza e la sua irresponsabilità, afferma in una nota il consigliere regionale Franco Caramanico, uno dei componenti del Consiglio regionale degli Abruzzesi nel mondo (Cram), secondo il quale “Chiodi farebbe meglio a parlare del suo operato, dei 450 milioni di debito, della sanità allo sbando, della sua maggioranza che ormai da oltre un anno non riesce ad assicurare nemmeno la presenza in aula”. “

Del resto, se in base ai sondaggi – aggiunge – è all’ultimo posto nelle graduatoria di apprezzamento dei presidenti delle regioni, c’è un motivo. Chi gli ha impedito di fare chiarezza sulla sede del Brasile che rappresenta un punto di riferimento importante per la promozione dei nostri prodotti alimentari nel mercato sud americano? Capisco che all’inizio della legislatura ha potuto prendere una cantonata parlando di ‘chiusura di una sede regionale’ (che regionale non era), ma insistere appare imbarazzante”.

“Offendendo il Cram – sottolinea – Gianni Chiodi offende la storia dell’emigrazione, la storia del nostro paese. I nostri emigranti non chiedono soldi, non hanno ricevuti soldi, si sono adoperati per primi per dare il loro contributo per la ricostruzione dell’Aquila (con oltre 10 milioni di euro). Chiodi, anziché denunciare gli sperperi per i viaggi, avrebbe l’obbligo e il dovere di far riferimento a fatti precisi. Potrà rendersi conto che, per partecipare a una riunione con i nostri corregionali in Svizzera, grazie anche allo spirito di abnegazione dei dirigenti regionali, abbiamo speso solo 150 euro (benzina e panini!)”.

“Purtroppo Chiodi – prosegue – non si rende conto che oggi siamo di fronte ad una nuova emigrazione, che oggi siamo noi che abbiamo bisogno della collaborazione delle nostre associazioni all’estero, le quali rappresentano un punto di riferimento per i nostri figli che in Abruzzo non riescono a trovare un’occupazione. La mia non vuole essere la presa di posizione di un consigliere di minoranza, ma lo sfogo di chi è stato segnato dal fenomeno dell’emigrazione, essendo mio nonno e mio padre emigranti in Germania. Le dichiarazioni di Chiodi sono quelle di un personaggio che, oggi, illegittimamente continua a ricoprire l’incarico di presidente della Regione Abruzzo e che irresponsabilmente si presenta come un moralizzatore della politica, senza rendersi conto che sta distruggendo la nostra regione”.