L’AQUILA – Il tecnico dell’Aquila Calcio Giovanni Pagliari dice sì all’attaccante Inacio Pià, brasiliano ex Napoli, Atalanta, Torino, Lecce e greci del Larissa. Il mercato di riparazione della società rossoblù per la Prima Divisione Lega Pro, insomma, è nella fase più importante.

“Per me il ragazzo sta bene ed è motivato, ora tocca alla società fare il resto”, le parole di Pagliari ad AbruzzoWeb a pochi giorni dalla prima sfida del 2014, quella contro la ‘bestia nera’ Prato che sconfisse L’Aquila nella semifinale play off di Seconda Divisione nel maggio del 2011, la famosa partita del 2-1 al novantanovesimo minuto.

Dunque via la punta ‘arrabbiata’ Saveriano Infantino, alla Torres insieme al difensore Roberto Di Maio e all’attaccante Nicola Ciotola, tra gli artefici, con Infantino, della promozione in Prima Divisione, dentro il brasiliano fermo ai box da un po’ di tempo, anche se la firma non è ancora arrivata, in attesa di un altro attaccante, molto probabilmente una giovane promessa che vuole imporsi tra i professionisti, probabilmente Alberto Libertazzi, classe ’92, prodotto del vivavio della Juventus (con cui ha giocato anche in Europa League) prima di finire a farsi le ossa, senza riuscirci, col Novara e la Pro Vercelli.

“Ci stiamo lavorando – ammette il responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola, che AbruzzoWeb ha cercato con insistenza nei giorni scorsi senza riuscirci – intanto domani dovrebbe arrivare la firma di Pià. Di Maio – prosegue – ha già un sostituto, ce l’abbiamo in casa, è Gianmarco Ingrosso. Se sta bene, giocherà lui”.

Infantino però lascia L’Aquila con rabbia. L’attaccante infatti se l’è presa perché la società gli aveva garantito la permanenza fino a fine stagione, cosa che ha creato non pochi malumori tra dirigenti e soci.

L’acquisto di Pià comunque rappresenta uno di quei colpi che permetterebbe alla squadra rossoblù un ulteriore salto di qualità, tra panchina e campo, e certifica i buoni rapporti tra Di Nicola e la famiglia Tesoro, proprietaria del Lecce, che hanno permesso l’apertura del discorso sul brasiliano che era finito in Grecia, al Larissa, proprio dopo la non felice parentesi coi salentini.