CHIETI – Reati in calo in provincia di Chieti secondo le stime del comando provinciale dell’Arma che nel 2013 ne ha perseguiti 11.715, ovvero il 6,2% in meno rispetto all’anno scorso, riuscendone a scoprire 2.687, vale a dire il 23%.
Le cifre sono state rese note stamane in conferenza stampa dal colonnello Salvatore Ronzo, da un anno e due mesi alla guida del comando provinciale.
Nel bilancio dell’attività svolta dall’Arma nel corso dell’anno si evince che il reato più ricorrente è il furto. E anche in questo settore ci sono notizie positive: sono stati 6.040 quelli denunciati (di cui 294 scoperti) rispetto ai 6.526 dell’anno passato, il 7,4% in meno.
Pressocché stabile, invece, il numero delle rapine: una in più dell’anno scorso, ovvero 75.
Per quanto riguarda, infine, gli omicidi, ne è stato commesso solo uno (quello della signora Arcangelina Silvestri di Chieti, strangolata dal figlio). L’anno precedente ce n’erano stati cinque.
Il colonnello Ronzo e il capitano Emanuele Mazzotta, comandante del Nucleo operativo, hanno anche ripercorso le operazioni di maggior spessore portate a termine nell’arco dell’anno.
Dall’indagine “Wild Horse”, portata a termine a gennaio dalla compagnia di Lanciano (Chieti), con cinque arresti e otto denunce per usura, agli arresti di febbraio da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di Chieti con il sequestro di 5 chili di marjuana e 50 grammi di cocaina.
Dall’arresto, sempre a febbraio, del marocchino Maataoui Hamid che usccise la signora Michela Strever nel corso di una rapina, all’operazione “Hot Sprint” della compagnia di Vasto (Chieti) a conclusione di indagini su famiglie di etnia rom dedite alla detenzione e spaccio di droga, con 13 arresti, mezzo chilo di eroina e cocaina sequestrato e 50 giovani vastesi segnalati in Prefettura come assuntori.
Dall’operazione “Oro rosso” del settembre scorso, sempre ad opera dei carabinieri di Vasto che ha disarticolato un’associazione a delinquere composta da cittadini rumeni specializzata nei furti di ramo, all’operazione “Car Wash” dell’ottobre scorso, ancora dell’Arma vastese, con 10 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti appartenenti a un’organizzazione criminale dedita allo spaccio.
“Questa provincia dimostra di avere un tessuto sociale ancora sano – ha detto il comandante Ronzo – la zona del vastese si dimostra ancora come quella più sensibile, ma solo perché è un’area di confine”. (ar.ia.)





