PESCARA – “Come forza di opposizione abbiamo votato contro la legge di stabilità perché non introduce iniziative di crescita per il nostro Paese, non alleggerisce la pressione fiscale, non introduce importanti fonti di finanziamento per le nostre imprese e non riduce il cuneo fiscale”.
Lo ha affermato questa mattina il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, durante una conferenza stampa dei parlamentari del partito, a Pescara.
“A fronte di ciò, ci sono stati dei provvedimenti, alcuni per fortuna abortiti come il ‘regalo’ al gruppo De Benedetti-Sorgenia, che gridano vendetta e che ammontano a più di 100 milioni di euro. Penso ai 5.520.000 euro annui per l’assunzione di 120 nuovi funzionari pubblici per la gestione dei Fondi strutturali europei; penso ai 3 milioni di euro per il trasporto marittimo veloce di passeggeri tra le citta’ di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Penso ai 200 mila euro per uno studio di fattibilita’ finalizzato al miglioramento dell’offerta trasportistica nell’area dello Stretto di Messina; ai 500 mila euro per l’area marina protetta della zona di Grotte di Ripalta-Torre Calderina; ai 2 milioni di euro per la comunicazione durante il semestre di presidenza italiana del consiglio dell’Ue; ai 900 mila euro alla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano; ai 300.000 euro all’orchestra ‘I virtuosi italiani’ di Verona; ai 100 milioni di euro al polo museale Eur; al milione di euro all’Orchestra del Mediterraneo di Napoli”, ha sottolineato Di Stefano.
“Leggendo questi interventi a pioggia viene da chiedersi: ma i nostri rappresentanti abruzzesi all’interno del governo dov’erano? Non abbiamo anche noi problemi alle infrastrutture da sanare, non abbiamo anche noi Lsu e lavoratori in mobilità da dover sostenere? Non abbiamo anche noi istituzioni culturali degne d’essere premiate? Non abbiamo anche noi aree protette da valorizzare?”, si chiede l’ex vice coordinatore regionale del Popolo della libertà.
“In questo ‘marchettificio’ c’è stato zero Abruzzo. Eppure c’erano degli emendamenti che avrebbero dato risultati seri e concreti alla nostra Regione, come quello teso a ripristinare il vecchio decreto Prestigiacomo che avrebbe bloccato l’iter di Ombrina due, oppure quello che avrebbe equiparato i finanziamenti per l’Abruzzo, volti a risanare i danni prodotti dalle alluvioni delle scorse settimane, a quelli previsti per la regione Sardegna. Tutti emendamenti non accolti dal governo”.
Di Stefano si è anche soffermato sul quadro politico delle prossime elezioni comunali e regionali: “Noi siamo per la riproposizione alla guida della Regione del presidente Gianni Chiodi e vedo con piacere che questa intenzione è condivisa anche dagli amici del Nuovo centrodestra, e ci auguriamo venga condivisa dal più ampio quadro di forze politiche possibile. Non accettiamo però che questo assenso sia subordinato a contestuali nostri assensi a candidature nella città di Pescara alternative al sindaco uscente Luigi Albore Mascia“, ha detto Di Stefano in risposta al collega di Montecitorio Filippo Piccone, ex numero 1 del Pdl, oggi con gli alfaniani, che aveva proposto l’attuale presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, quale aspirante primo cittadino per il centrodestra.
“Siamo estremamente disponibili a discutere di tutto e su tutto per qualunque comune, da Pescara al più piccolo dove si voterà, finanche alla Regione, sui criteri e sui metodi per l’individuazione delle migliori candidature possibili. Ben venga il confronto e la valutazione sui singoli candidati ma questo non avvenga guardando quale casacca oggi indossino coloro sottoposti giudizio – ha concluso Di Stefano – Valutiamo l’operato, valutiamo le capacità e troveremo certamente le migliori sintesi possibili”.






