L’AQUILA – Un possibile dialogo anche con Italia viva, e con chi ha sempre più difficoltà di restare nel centro sinistra targato Elly Schlein. La convinzione che Forza Italia, moderata e europeista, alle regionali abruzzesi otterrà un grande risultato. Legge urbanistica, cultura e turismo, le priorità da portare a casa per il centrodestra prima del ritorno alle urne.

Questi alcuni dei passaggi dell’intervista a Roberto Santangelo, eletto nel 2019 con 2.645 voti in lista con Azione politica, ora passato in Forza Italia, vice presidente del consiglio Regionale, e presidente del consiglio comunale dell’Aquila.

Nel 2019 Forza Italia prese il 9% pari a  54.223 voti, eleggendo Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo e Umberto D’Annuntiis poi passato a Fratelli d’Italia, ora ha sette consiglieri. Alle elezioni politiche del 25 settembre: Forza Italia al collegio unico del Senato ha preso 75.663, voti salendo al 12,1%, e ora conferma Santangelo, la convinzione è quella si consolidare il risultato, con il sogno di arrivare al 16%

Allora, Roberto Santangelo, quali sono i pronostici per Forza Italia, il suo nuovo partito, per le elezioni di marzo prossimo?

Di grande ottimismo, la nostra sarà una campagna elettorale incentrata sull’ascolto dei cittadini e sullo spiegare quello che è stato fatto in questi quattro anni e mezzo. Siamo convinti di avere un grande risultato. Troviamo molta vivacità e interesse intorno a Forza Italia che rappresenta una forza moderata e concreta. Oggi con i nuovi ingressi siamo il primo partito, e questo perché evidentemente Forza Italia sa ascoltare le esigenze dei territori, ed essere inclusiva.

Certo però che alla Lega, che ci ha rimesso non poco con questi cambi di casacca, tutto ciò non può certo far piacere…

Non parlo di quello che accade in altri partiti, ogni consigliere, ogni esponente politico, ha una sua storia personale e le sue motivazioni, su cui non voglio e non posso entrare. Parlo per me, sono stato eletto in una lista civica nel 2019, ho scelto io consapevolmente di entrare nella grande famiglia di Forza Italia, perché lo ritengo uno spazio di crescita sia personale che politico, ma anche per le istanze del territorio che si possono rappresentare all’interno dell’assemblea regionale. Una scelta fatta insieme con tanti amministratori che che condividono il progetto politico che sto portando avanti, alla luce del fatto che Forza Italia si è resa estremamente disponibile ad accogliere le nostre istanze.
Una scelta condivisa anche con il presidente Antonio Tajani che è venuto qui in Abruzzo per la convention, alla presenza di tanti sindaci amministratori locali.

Nel sottolineare sempre e comunque che Forza Italia è un partito moderato cosa si intende, che Fratelli d’Italia e Lega sono partiti radicali ed estremisti?

Non dico che sono partiti estremisti, ma solo che di fatto Forza Italia si rispecchia nei valori del Partito popolare Europeo, e Fratelli d’Italia e Lega, anche a livello europeo sono su altre posizioni. Il Ppe è però il partito che ha fatto grande la nostra Europa, questo rappresenta un dato di differenza con gli altri partiti del centrodestra

C’è spazio per un’alleanza con Italia viva?

Quando Tajani è venuto a L’Aquila ha detto che Forza Italia non vuole certo snaturarsi, rispetto ai suoi elettori storici, ma che comunque guarda con attenzione anche ai moderati dall’altra parte politica, a chi nel centro-sinistra è sempre più scontento dalla gestione radicale della nuova segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Per persone che vogliono con umiltà iniziare un percorso politico che guardi alle cose concrete, uno spazio in Forza Italia ci può essere.

Anche in Abruzzo?

Credo poco alle fusioni a freddo, semplicemente elettorali. Ma se anche in Abruzzo si facesse con un Italia viva un discorso programmatico e su cose concrete si potrebbero gettare le basi di un futuro dialogo. Sicuramente ad oggi Italia viva qui è più spostata a sinistra, in altre regioni come Liguria e Molise Italia viva, con liste civiche, governa con il centrodestra. E non ci sarebbe nulla di strano se lo facesse anche qui, con basi solide.

Quali priorità per l’ultimo scampolo di legislatura?

Abbiamo da chiudere la legge urbanistica, il testo unico della cultura il testo unico del turismo, tutte riforme strutturali attese da anni. Basti ricordare che la legge urbanistica è datata 1983, e da allora ci sono state solo misure spot e mai strutturali.

Per quanto riguarda la sua città L’Aquila?

In questi anni è stata riaffermata la centralità del capoluogo d’Abruzzo, che non è solo una spilletta da mettere al petto. Prima era diventata marginale nelle dinamiche politiche regionali. Il capoluogo resterà protagonista anche nei prossimi anni, in tutte le scelte condivise per la regione, senza più subire scelte dettate da altri.