GUARDIAGRELE – “È una buona notizia, dopo tanto qualcuno conferma quello che diciamo da tempo, ci siamo sgolati, ma nessuno ci ha mai ascoltati: ben venga la sentenza del Tar Lazio, ora da padre chiederò il risarcimento danni a chi ha causato il dramma a mia figlia con tre no alle cure compassionevoli”.

È quanto dichiara all’Agi Andrea Sciarretta, papà di Noemi, la bimba di 18 mesi affetta da Sma, l’atrofia spinale muscolare, a proposito del pronunciamento dei giudici amministrativi sul metodo Stamina.

“Le cure compassionevoli devono fare loro il percorso, devono andare avanti, se il comitato scientifico non era giusto anche quello che aveva attestato viene in un certo senso sbugiardato – ha aggiunto Sciarretta – i giudici devono quindi dire sì alle cure, adesso vogliamo concretezza, non ci accontentiamo più di sperare e basta: le cure vadano avanti, io intanto per i tre no che sono stati detti alla piccola Noemi chiederò il risarcimento danni a tutte le persone che le hanno causato questo dramma”.

NASUTI: “TUTTO DACCAPO, ORA IL TAVOLO TECNICO”

“È una data importante perché resetta tutto e si riparte daccapo”.

Così il presidente della commissione bilancio, Emilio Nasuti, sul pronunciamento del Tar del Lazio che ha sospeso il decreto di nomina della Commissione del ministero della Salute.

La scorsa estate proprio il Consiglio regionale approvò all’ unanimità, proprio su proposta del consigliere del gruppo Misto Nasuti, una risoluzione che impegnava il Governo a garantire l’accesso a tutti a questo metodo.

Lo scorso 20 novembre, la commissione Sanità del Consiglio regionale dell’Abruzzo ha istituito un tavolo tecnico presso la direzione regionale Sanità per verificare, nell’ambito della legge sulle cure compassionevoli, l’applicazione del metodo Stamina in alcuni ospedali abruzzesi, dopo l’audizione dei due promotori del metodo Stamina, Davide Vannoni e Marino Andolina.

A tale proposito, Nasuti ha annunciato che domani sarà fissata la data, molto probabilmente la prossima settimana, della prima riunione del tavolo tecnico.

“L’Abruzzo sta imponendo un ritmo spedito e speriamo che con la convocazione del tavolo tecnico i medici e ricercatori possano diradare i dubbi e chiarire quelle che sono le aspettative intorno al metodo Stamina”, ha spiegato Nasuti ribadendo che “se il metodo Stamina è portato avanti da un millantatore, costui va smascherato e bloccata la pratica, in caso contrario, però, va dato libero accesso alle cure perché tanti genitori non possono sottostare al giudizio del giudice del lavoro considerando che in alcuni circoscrizioni si danno parrei favorevoli alle cure e in altre no”.

In riferimento al via libera alle cosiddette cure compassionevoli, il presidente della commissione Bilancio ha sottolineato che “i genitori hanno una unica strada davanti, quella della morte del figlio, non hanno alternativa”.

“Quindi – ha concluso Nasuti – non si sta chiedendo di sospendere una cura per farne un’altra, non ci sono proprio altre cure. Si tratta perciò di genitori disperati per questo sono estremamente d’accordo sulle cure compassionevoli, sulle malattie rare che non hanno protocollo dobbiamo aprire alla sperimentazioni per dare una speranza”.