L’AQUILA – “La data delle elezioni regionali deve essere fissata al più presto. Questo esecutivo ha fatto il suo tempo, è dilaniato dalle divisioni interne e dal peso di vicende giudiziarie, con tre arresti di altrettanti membri della giunta in pochi anni, che minano la fiducia dei cittadini e creano imbarazzo davanti alla Nazione”.
A chiederlo è il consigliere della Provincia dell’Aquila Pierpaolo Pietrucci.
“La nostra regione mai come in questo momento ha bisogno di un governo forte – scrive in una nota – credibile e sostenuto da un ampio consenso popolare. Ne ha bisogno per vincere le sfide che ormai non può più permettersi di rinviare. Il lavoro, la produttività, il rilancio del comparto turistico e culturale, la tutela dell’ambiente, la creazione di una rete forte, sia infrastrutturale che di rapporti istituzionali ed economici, tra le quattro province, la
valorizzazione delle aree interne, la sinergia con le università e con i centri di ricerca, per alimentare innovazione e opportunità per i giovani”.
“Soprattutto – prosegue – vi è la sfida legata alla ricostruzione della città capoluogo. Una sfida che possiamo vincere solo avendo una classe dirigente, a livello regionale, in grado di porsi come interlocutore credibile con il Governo, allo scopo di ottenere quelle risorse finanziarie senza le quali è impossibile far partire i cantieri e si rischia il blocco anche di quelli già avviati. In questi ultimi cinque anni la nostra regione si è impoverita in termini di occupazione, produttività e opportunità per i giovani. Ha perso terreno rispetto alle altre, ha marcato una distanza inaccettabile con l’Europa, ha visto mortificare il comparto della cultura, da sempre volano di sviluppo, soffocare ogni stimolo di innovazione e di crescita, determinare una chiusura in se stessa lesiva e anacronistica, che ci ha riportato indietro di parecchi anni”.
“Ora basta – conclude Pietrucci – È ora di voltare pagina. La peggiore giunta della storia della Regione non può essere anche la più longeva. Da più parti, dall’industria al sindacato, dal settore turistico a quello culturale, dal mondo sanitario al quello giovanile, si leva una richiesta sempre più pressante di cambiamento, non più rinviabile”.






