L’AQUILA – Si affilano i coltelli in vista delle elezioni alla presidenza dell’’Associazione costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, che si terranno sabato prossimo, 23 novembre.
A correre per la poltrona di rappresentante della categoria imprenditoriale saranno il presidente uscente Gianni Frattale, il suo vice, Stefano Cipriani, e gli ex presidenti Filiberto Cicchetti e Armido Frezza.
Un poker di nomi che si è formato dopo i tentativi falliti di arrivare a una soluzione unitaria, che in un primo momento sembrava dovesse convergere sul nome di Cipriani, tanto che lo stesso Frattale aveva deciso di fare un passo indietro.
La discesa in campo di Cicchetti ha invece spinto a rimescolare le carte in tavola: così è arrivata la ricandidatura del presidente uscente, per evitare lo scontro diretto Cipriani-Cicchetti, e quella di Frezza, che sperava anche lui in una linea giovane di rinnovamento.
La mossa di Cicchetti non è andata giù a nessuno, in primis al ‘giovane’ Cipriani, che nelle interviste ai candidati fatte da AbruzzoWeb, spara a zero su tutti non risparmiando neanche Frattale: “A sorpresa è sceso in campo anche lui, dopo aver lanciato la mia candidatura, probabilmente perché voleva evitare lo scontro diretto con Cicchetti”.
Largo ai giovani, secondo Cipriani, perché i ‘vecchi’ “sono abituati a fare i solisti, servono figure che uniscano e non dividano. La presidenza Frattale è stata molto personale”.
Agguerrito anche Frezza, che dichiara: “Avrei preferito che ci fosse una candidatura unica, quella di Cipriani, che andasse verso il nuovo, verso il futuro. Poi ho visto tra i candidati nomi ‘antichi’ e ho pensato che allora anche io potevo scendere di nuovo in campo”.
I due big, Cicchetti e Frattale, scelgono invece un atteggiamento attendista e diplomatico: “Non c’è nessuno che temo, il candidato naturale sarebbe stato Frattale, gli altri si sono ‘infilati’ legittimamente, ma siamo tutti cari amici”, dice Cicchetti.
Distensivo anche il presidente uscente, per il quale “si tratta di quattro nomi eccellenti, chiunque verrà eletto saprà rappresentare al meglio la nostra categoria”.
CICCHETTI: “COLLABORERO’ COMUNQUE CON LA PRESIDENZA”
“La sfida a quattro ha un significato importante, evidenzia che c’è un fermento di tante anime che vogliono dare il loro apporto”.
Lo afferma Filiberto Cicchetti, per il quale “l’importante è avere un’Ance unita e compatta, che abbia come obiettivo quello di portare avanti le problematiche di questo difficile momento. Far capire che la ricostruzione deve essere fatta da imprenditori locali che devono essere gli attori protagonisti di questa fase. Serve unità fra gli imprenditori, si deve coinvolgere tutti partendo dal basso, evitando la piramide che si era creata”.
“La gestione Frattale – conclude – è stata una buona gestione sotto certi aspetti. Ogni presidente ha una missione diversa, io ho un’altra visione politica. Se non dovessi essere eletto, sarò comunque un collaboratore del presidente”.
CIPRIANI: “SERVE RINNOVAMENTO”
“Sono sceso in campo perché spinto dagli associati che, stanchi del contrasto tra l’attuale presidente e l’ex presidente Cicchetti, hanno lanciato l’idea di aprire un rinnovamento ai giovani. Un’idea inizialmente condivisa anche dal presidente uscente, che ha lanciato la mia candidatura. A sorpresa è invece sceso in campo anche lui, probabilmente perché voleva evitare lo scontro diretto con Cicchetti”.
Stefano Cipriani, attuale vice presidente Ance L’Aquila, è polemico rispetto alla candidatura di Cicchetti e alla successiva scesa in campo di Frattale, incapaci secondo lui di offrire il giusto rinnovamento all’associazione.
“Per me – spiega – è più importante la squadra che il capitano, un presidente che non abbia un Consiglio compatto non può fare molto per la categoria. In questo momento si deve svolgere un enorme lavoro per essere presenti in tutti i tavoli, serve quindi un presidente capace di coordinare una rete e fare sistema. Si è invece abituati a fare i solisti, la presidenza Frattale è stata molto personale, è noto a tutti”.
Riguardo l’altro candidato, Frezza, dice che “è una figura storica dell’Ance, ha ricoperto cariche a tutti i livelli, sarebbe buono averlo presente in Consiglio per la sua esperienza, ma come presidente non rappresenterebbe il rinnovamento”.
Cipriani ha da ridire anche sull’accordo con le altre componenti territoriali per la scelta di un aquilano alla presidenza: “volevo ringraziare i colleghi di Avezzano e Sulmona. Non condivido però il fatto che questi accordi si facciano a tavolino e senza coinvolgere gli associati”.
FRATTALE: “IMPORTANTE MANTENERE BUONI RAPPORTI CON ISTITUZIONI”
“Non è una sfida, è un confronto in piena democrazia trasparenza e lealtà”, afferma l’attuale presidente, Gianni Frattale, sicuramente più conciliante a Cipriani, che lui stesso aveva scelto per la successione.
Riguardo i suoi 3 anni di presidenza, dice che “sicuramente c’è qualcosa da rivedere, integrare e migliorare; il programma svolto è di grossa evidenza, non sono io a dover giudicare il mio operato, ma il popolo che ha un termometro migliore”.
Se dovesse essere rieletto, la priorità per lui resta la ricostruzione. “Si deve mantenere alta l’asticella del rapporto con le istituzioni locali, come finora si sono avuti, e con i rappresentanti del governo. In questo senso il presidente regionale Enrico Ricci sta portando grandi risultati a livello regionale”.
FREZZA: “PRESIDENZA FRATTALE TROPPO ‘PERSONALE'”
“Cicchetti ha fatto già il presidente, poi ha dato le dimissioni. Non si capisce perché si sia candidato. A quel punto ho deciso di scendere in campo anch’io, pure per capire cosa fosse successo”.
Armido Frezza chiarisce comunque che la sua è una “candidatura vera, penso che sarei davvero utile”.
Tra i punti principali del suo programmo, “dare importanza a tutti organismi allo stesso modo, il consiglio direttivo deve essere riportato al centro. Il mio è un modo diverso di fare il presidente, non sono ‘comandate’. La presidenza Frattale è stata invece un po’ incentrata sulla ‘persona’”.






