PESCARA – L’idea della “Grande Pescara” divide i tre sindaci interessati alla creazione dell’area metropolitana che dovrebbe accorpare i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

Due giorni fa il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento portato in aula dal consigliere Riccardo Chiavaroli, del Popolo della libertà, sull’indizione del referendum consultivo con cui per la prima volta la Regione chiederà ai cittadini di esprimersi sull’argomento.

Ovviamente alle urne andranno solo i residenti nei territori interessati.

Con la creazione della “Grande Pescara” si avrebbe un solo comune da 192 mila abitanti, con un unico sindaco e un Consiglio comunale.

Oltre alla razionalizzazione dei costi, i promotori del progetto hanno sottolineato l’importanza strategica che deriva della creazione di una nuova area metropolitana, che sarebbe più grande di Ancona e quasi come quella di Bari. La riorganizzazione porterebbe a un’ottimizzazione dei servizi e alla creazione di una piattaforma urbana molto più competitiva, sia a livello nazionale che europeo.

MONTESILVANO: DI MATTIA POSITIVO, “GRANDI VANTAGGI E IMPORTANTE RAZIONALIZZAZIONE”

Un’idea che incassa un solo sì convinto, quello di Attilio Di Mattia, primo cittadino di Montesilvano.

“I vantaggi di un’area metropolitana hanno a che fare con la programmazione e la sinergia di comuni che di fatto sono già un’area unita – dice – Si tratta solo di trovare un parallelismo tra la forma istituzionale e l’unione che già esiste”.

Importante il tema risorse, che potrebbero essere intercettate a livello nazionale con il riconoscimento di area metropolitana.

“Nuovi fondi potrebbero arrivare dallo Stato – continua – In termini di bilancio, inoltre, si eviterebbero raddoppiamenti, ci sarebbe un unico sindaco e un unico consiglio. Probabilmente rimarrebbero degli uffici nei municipi e alcuni assessorati specifici del territorio, ma comunque la razionalizzazione sarebbe evidente e importante”.

I tempi per la realizzazione di quest’area non sono comunque brevi. Per Di Mattia, dopo l’eventuale vincita del “sì” serviranno almeno 3-4 anni per la programmazione.

Il sindaco ci tiene a precisare che la sua posizione ricalcherà quella dei suoi cittadini: “se dovesse prevalere il ‘no’ a Montesilvano, io porterò avanti l’opinione dei montesilvanesi”.

PESCARA: MASCIA DICE ‘NÌ’, “STABILIRE EQUILIBRI AMMINISTRATIVI”

Una posizione più cauta quella, invece, del sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che da amministratore del comune più grande dei tre, si mostra un po’ più preoccupato.

“Faccio i miei complimenti ai fautori dell’iniziativa, quando viene data la parola ai cittadini è sempre un fatto positivo – spiega – Ora però si apre una fase delicata, che è quella di stabilire gli equilibri amministrativi tra gli enti. Bisogna creare le condizioni per garantire l’efficienza di questa nuova riorganizzazione”.

Direttive che secondo Mascia devono venire dall’alto: “Mi aspetto indicazioni dagli stessi promotori dell’iniziativa. Si tratta di una cosa nuova, non ci sono precedenti. Creare contenitori è semplice, ma poi si deve pensare anche ai contenuti”.

La nuova area si chiamerebbe “Grande Pescara”, è quindi evidente che il ruolo di leadership lo avrà la città adriatica: “questo aumenta la nostra quota di responsabilità. In più è ancora incerto il futuro delle province: se dovessero essere abolite, ci saranno tanti oneri che saranno ridistribuiti in altri enti, in primis i comuni. Bisogna essere preparati”.

Un’altra incognita deriva dall’effettiva possibilità che la nuova macrozona venga riconosciuta come “area metropolitana”. Per Mascia “bisogna vedere quali sono i criteri della perimetrazione. Se si dovesse stabilire che è necessario che la popolazione superi le 200 mila unità, già saremmo fuori”.

SPOLTORE: DI LORITO, “MIO COMUNE RISCHIA DI PERDERE LA SUA IDENTITA'”

Molto scettico il primo cittadino di Spoltore, Luciano Di Lorito, che teme che il comune da lui amministrato possa perdere la sua identità, “schiacciato” dagli altri due.

“Non mi oppongo al referendum sulla “Grande Pescara” perché credo sia giusto lasciare che i cittadini si esprimano su un progetto come questo, che va a modificare le attuali circoscrizioni provinciali – chiarice – Tuttavia, credo che la fattiva fusione non sia al momento la soluzione adeguata, considerando i limiti della pubblica amministrazione e la sua difficoltà a riformarsi rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare”.

“L’eventuale unione, in questa fase – prosegue – farebbe emergere le debolezze dei tre comuni coinvolti, piuttosto che i loro punti di forza. Credo, inoltre, che con la Grande Pescara la città più piccola rischierebbe di essere stritolata e fagocitata da portatori di interesse economicamente più grandi e più forti. Forse, la vera fusione delle tre realtà che compongono la cosiddetta area metropolitana vasta è quella di riuscire a relazionarsi insieme con gli enti sovracomunali per la realizzazione delle infrastrutture necessarie, ma che i comuni da soli non possono garantire”.

“Mi preme ricordare – conclude – che con la fusione rischiamo di perdere, più degli altri comuni, la nostra identità, dal momento che la città di Spoltore ha una storia secolare. Conservare e valorizzare le nostre radici è la migliore sfida per competere a livello europeo, nazionale e regionale”.

Il referendum, secondo quanto auspicato ieri da Chiavaroli, potrebbe svolgersi il prossimo “election day” previsto per il 25 maggio, in concomitanza con le europee.

TRISI (LA GRANDE PESCARA): “IN 10 ANNI AVREMO 134 MILIONI DI EURO IN PIU'”

Più risorse grazie alla riduzione del numero di amministratori e ai contributi statali e regionali.

A sottolineare gli aspetti positivi della possibile nuova area metropolitana è Fiammetta Trisi, presidente de La Grande Pescara.

“Gli studi condotti dal professor Roberto Mascarucci, ordinario di urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Pescara, hanno stimato in oltre 1, 3 milioni di euro l’anno il risparmio immediato in termini di minori spese per la riduzione del numero di amministratori. Il risparmio salirà, a regime, a 6,7 milioni di euro, considerando anche quello relativo al personale. Sul fronte delle entrate, giungeranno quasi 9 milioni di euro per trasferimenti statali (DM 318/2000) e contributo regionale (LR 143/1997)”.

“Conclusivamente – dice – il professor Mascarucci ha stimato in circa 134 milioni di euro l’entità di maggiori risorse finanziarie che si otterranno in dieci anni. E tutto ciò a prescindere dai non meno importanti aspetti urbanistici, organizzativi, logistici e di pianificazione programmatica e territoriale che si otterranno con la creazione del nuovo comune”.

“Dinanzi all’evidenza dei numeri – conclude Trisi – la contrarietà dei rappresentanti della classe politica potrebbe essere spiegata solo come volontà di mantenere i privilegi della casta. È per queste ragioni che auspichiamo che i cittadini sosterranno con forza La Grande Pescara”.