L’AQUILA – “Nell’intervista ad AbruzzoWeb, Mascitelli parla di trasparenza politica, però poi si avvale dell’art 68 della Costituzione che è un privilegio della ‘casta’, per essere tutelato dopo la mia querela”. 

 
Sergio Tiberti, docente dell’Università dell’Aquila, commenta così l’intervista rilasciata ieri a questo giornale dall’ex senatore Alfonso Mascitelli, sul ruolo dell’Italia dei valori alle prossime elezioni regionali, partito del quale è stato riconfermato da poco segretario regionale. 
 
Il riferimento di Tiberti è al procedimento per diffamazione a carico dell’ex senatore, nato da una sua denuncia, dopo un’interrogazione parlamentare, rivolta il 22 dicembre 2010 da Mascitelli all’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, nella quale si chiedeva la revoca del docente dal Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo.
 
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Massimo Battistini, che dovrebbe emettere il suo verdetto a giorni, si è riservato la decisione sulla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, che si fonda sul primo comma dell’articolo 68 della Costituzione, in base al quale “i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.
 
Quest’ultimo contiene infatti una garanzia relativa alla discussione parlamentare detta “insindacabilità”, in base alla quale “i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. 
 
“Mi aspetto, come ho già chiesto in passato, che Mascitelli ribadisca le stesse cose che ha scritto nell’interrogazione contro di me, oggi da semplice cittadino, così avrà la mia stima, oltre che una querela alla quale non potrà più sottrarsi”.  Marianna Galeota