PESCARA – Confagricoltura L’Aquila esprime soddisfazione sulla manovra finanziaria approvata definitivamente dal Senato che ha accolto due importanti sollecitazioni provenienti dalla nostra organizzazione: la stabilizzazione delle agevolazioni contributive per le aree montane e svantaggiate e di quelle tributarie per il riordino fondiario a favore della piccola proprietà coltivatrice.
“La stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali – si legge in una nota – è volano di crescita e di occupazione, e favorisce il presidio del territorio da parte degli agricoltori, Dati i tempi che corrono queste misure rappresentano il massimo che si potevano ottenere facendoci esprimere l’adagio che è sempre meglio poco che niente”.
Dal 1 agosto scorso la fiscalizzazione non era stata più prorogata per cui la riduzione sui contributi dovuti dai datori di lavoro sui salari dei dipendenti era passata dal 75% al 70% nelle zone montane e dal 68% al 40% nelle aree svantaggiate comportando un incremento variabile da 1,00 a 4,31 euro per ogni giornata di lavoro.
“Una mazzata – ha spiegato il vicepresidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lobene – che avrebbe colpito in maniera irreparabile le oltre 700 imprese agricole che in tutta la provincia dell’Aquila assumono 6.300 dipendenti e dichiarano circa 650.000 giornate di lavoro. E proprio per questo che il 26 luglio scorso, al culmine dell’attività in campagna abbiamo tenuto una grande manifestazione di protesta a Napoli con la partecipazione massiccia degli imprenditori del nostro comprensorio”
“Per quanto riguarda l’agevolazione fiscale per il riordino fondiario – ha detto il direttore provinciale di Confagricoltura, Stefano Fabrizi – questa misura era in vigore dal 1954 e veniva confermata di anno in anno. Finalmente si è compreso che la ricomposizione fondiaria è un passo necessario sulla strada della competitività. Oltre tutto bisogna incentivare l’opera degli agricoltori professionali che si affacciano sul mercato fondiario per aumentare le superfici coltivate e rendere competitive le loro aziende agricole”






