L’AQUILA – Risale al 19 dicembre 1999 l’ultima grande esondazione del fiume Aterno, con disagi e allagamenti sull’Aquilano.
Particolarmente colpiti furono i comuni della bassa valle attraversata dal fiume, in particolare il comune di Fossa.
Anche in quel caso, il quartiere di Pile, nella zona Ovest dell’Aquila risultò particolarmente colpito.
Tante le concause che hanno determinato gli straripamenti di argini determinati in queste ultime ore, a partire dalla sporcizia degli alvei fluviali o dallo stato di depuratori e reti fognarie.
Da tempo, gli ambientalisti puntano il dito su una “cementificazione selvaggia di zone su cui non si doveva costruire”, tirando in ballo anche la posizione di alcuni insediamenti del progetto C.a.s.e..
L’opinione pubblica si divide da mesi su un progetto di messa in sicurezza del fiume Aterno, progetto predisposto dal commissario delegato Adriano Goio che prevede argini alti 6 metri e larghi 5, per un tratto di 12 km che va da San Vittorino (L’Aquila) fino a valle.





