L’AQUILA – “L’idea è nata subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009, quando la Rai, in un incontro, ha voluto mostrarci la sua solidarietà proponendo un gesto nei confronti di coloro che sono la categoria più colpita da questa tragedia, ovvero gli studenti”.

A dichiararlo è il rettore dell’università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, che questa mattina nella sede del Rettorato ha accolto venti neolaureati dell’ateneo, selezionati dalla Rai, per ricevere una borsa di studio di 5 mila euro ciascuno.

Presenti due componenti del Cda Rai, l’onorevole Udc Rodolfo De Laurentiis e Guglielmo Rositani, che hanno mostrato la loro attenzione verso questo progetto: “Il premio di studio a questi giovani vuole essere un atto di incoraggiamento ai ragazzi aquilani, affinché non abbandonino la città e non perdano la speranza, e rappresenta da parte della Rai un modo per dire che noi, come azienda, gli siamo vicini”.

Dello stesso avviso Luciano Flussi, direttore Risorse umane e Organizzazione Rai, che ha dichiarato: “Come Rai, la più grande azienda culturale del Paese, non potevamo non farci sentire, e così abbiamo pensato che la soluzione migliore era puntare sui giovani, con il premio che oggi gli consegniamo, ma anche promettendo loro prospettive future di tutoraggio e stage”.

La parola d’ordine, quindi, è quella di ridare ‘speranza’ ai giovani aquilani, che hanno vissuto il dramma del sisma, e che da quel 6 aprile di diciannove mesi fa non hanno più riavuto la loro quotidianità.

Lo sa bene Paola Cipollone, che in Rai si occupa da venti anni di Risorse umane, e che a causa del terremoto ha perso suo cugino, Alessio Di Pasquale.

“Studiava all’Aquila e viveva con un suo amico – racconta – e quella notte ha perso la vita. Io ho partecipato ai funerali, e quello che ricordo bene è l’immagine dei suoi amici, gli occhi di questi ragazzi. Raccontavano smarrimento e preoccupazione. Così quando sono rientrata in azienda ho subito preso a cuore questo progetto, perché ai ragazzi aquilani dobbiamo ridare la spensieratezza e la voglia di credere nel futuro”.

E proprio a tal proposito, Flussi si rivolge ai venti neolaureati che ricevono il premio Rai con una frase di Bob Dylan: “Essere giovani vuol dire mantenere aperto l’oblò della speranza quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. Da oggi la Rai, con l’Università dell’Aquila, afferma di assumersi questo difficile compito. (m.g.)