L’AQUILA – “Sulla ricostruzione post terremoto c’è stata la massima trasparenza”. Ad affermarlo, per due volte nell’arco della stessa giornata, è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che questa mattina in un audio-messaggio diffuso durante la convention dei ‘Promotori della libertà” ha dichiarato:
“Abbiamo agito con grande tempestività e efficacia dopo il terremoto in Abruzzo, la corte dei conti e l’autorità sul controllo dei lavorio pubblici hanno fatto giustizia su tutto il fango che era stato buttato addosso alla protezione civile per i contratti: tutto è stato assolutamente regolare e perfetto”
Nel pomeriggio, durante l’assemblea della “Alleanza di centro” il premier è intervenuto attraverso una telefonata nella quale ha sottolineato l’inesistenza di cricche nell’ambito della ricostruzione e della trasparenza e la regolarità nell’affidamento degli appalti del post terremoto.
“Si è trattato sempre di contratti specchiati. Sono venute fuori le considerazioni della Corte dei Conti e i giudizi dell’Autorità dei Lavori Pubblici – ha detto Berlusconi – che hanno detto che tutti i contratti sono stati contratti specchiati, che non c’è stata nessuna opposizione da parte di che i lavori sono stati fatti benissimo e i tempi addirittura accelerati”.
“Tutto quello che è stato detto sulla cricca di qua e cricca di là – ha aggiunto – è falso, è stato inventato apposta per diminuire l’exploit straordinario che abbiamo fatto con il dopo terremoto”.
Dello stesso tono erano state le dichiarazioni del capo del Dipartimento di Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per fare il punto sulla ricostruzione:
“C’è stato uno sforzo corale per il rispetto della legalità. Per lo svolgimento delle gare d’appalto è stato utilizzato, nella pressoché totalità dei casi, il codice degli appalti pubblici. Quando si parla di cricca, di ‘magna magna’, di ‘volemose bene’ non credo si faccia del bene a chi ha operato all’Aquila, dove la legalità è stata rispettata con puntiglio”.
“Affermare il contrario – ha aggiunto Gabrielli – senza averne le prove vuol dire solo mistificare i fatti e provocare un vulnus nell’onorabilità e la credibilità di chi ha lavorato. Ogni giudizio deve essere suffragato dai fatti”.



