L’AQUILA – “L’intervento del coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, a proposito di ventilate chiusure di alcuni reparti nella ex Asl di Avezzano-Sulmona merita una serie di considerazioni. A me non risulta che nel territorio della Asl Provinciale si sta procedendo con due velocità purtroppo infatti non è certamente più veloce per l’ospedale dell’Aquila il recupero delle strutture e delle eccellenze presenti prima del sisma”.

Lo afferma in una nota l’onorevole Giovanni Lolli.

“Infatti, per dirla tutta, – prosegue Lolli – si può constatare che il recupero dell’ospedale danneggiato dal sisma del 2009,recupero affatto completo e sufficiente, ad oggi è solo frutto di denari già in cassa perché provenienti dai fondi destinati all’articolo 71 o di donazioni giunte da ogni parte del mondo come quelle del Canada per il centro emotrasfusionale”.

“Viceversa – continua – i lavori avrebbero avuto un iter più snello se si fossero potuti adoperare i 47 milioni derivanti dall’assicurazione, fondi stornati per il ripiano dei debiti prodotti dalla sanità regionale compresi quelli dell’ex Asl Avezzano Sulmona, solo questi ultimi ammontano a 404 milioni di euro come ha reso noto l’ex assessore regionale della sanità nel corso di un recente consiglio regionale, nello schema consegnato ai rappresentanti di tutte le forze politiche, emerge chiaramente che la ex Asl dell’Aquila era la più virtuosa dell’intera regione. Inoltre, senza dai dati sugli indicatori di qualità forniti nel corso degli anni dagli organi regionali appare evidente che la ex Asl dell’Aquila è sempre stata la più virtuosa, con una capacità attrattiva verso altre regioni molto superiore rispetto alle altre realtà”.

Sul capitolo dell’acquisto delle apparecchiature, che a detta di Piccone riguarda solo L’Aquila, Lolli afferma che “vale la pena ricordare che la spesa sostenuta per le tecnologie da dedicare ad Avezzano supera di lunga quella dell’Aquila, anche se alcune non sono pienamente utilizzate per le loro potenzialità”. Al senatore Piccone vorrei far presente che il destino delle strutture sanitarie della Marsica, della Valle Peligna e dell’Alto Sangro sono strettamente connesse al destino dell’ospedale dell’Aquila e piuttosto che dividerci in una gara tra territori della nostra provincia, che ci vedrebbe tutti perdenti, dovremmo insieme chiedere alla Regione una politica e un’attenzione diverse verso i nostri territori”.

“Tra l’altro . conclude Lolli – Piccone è il coordinatore del partito che esprime presidente e giunta regionale e quindi queste richieste le può fare con maggiore autorevolezza. Personalmente, continuerò a battermi con tutte le mie forze affinché questo avvenga come ho fatto sui precari ottenendo l’assunzione di molte persone”.