L’AQUILA – I soldi per la ricostruzione sono finiti, “domani pubblichiamo l’ultimo elenco di contributi poi i cittadini resteranno a bocca asciutta”, e il Partito democratico dell’Aquila è pronto a litigare con il livello regionale e nazionale.

Per ora simbolicamente, con la sostituzione delle bandiere democrat con quelle neroverdi, i colori della città, e con un’assemblea convocata per lunedì alle 17 “per stilare un documento”. Ma anche con l’impegno ad andare contro un governo di cui il Pd “è parte importante”, quello di Enrico Letta.

Contestata anche la novità annunciata ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, pure lui Pd, con il quale sembra esserci più di una frizione dai tempi delle mancate dimissioni da senatore una volta entrato al governo, che avrebbero fatto rientrare Giovanni Lolli alla Camera: 600 milioni in più rispetto agli 1,2 miliardi già disponibili di qui a 3 anni, ha annunciato ieri. “Il totale è comunque lontanissimo da quello che ci serve e per la ricostruzione pubblica non c’è un euro”.

LOLLI: “NIENTE SOLDI PER AUTONOMA SISTEMAZIONE E BILANCI ENTI”

Proprio questo aspetto è l’allarmante novità tirata fuori dall’ex parlamentare Giovanni Lolli, che continua a tenere le fila della questione terremoto a Roma.

“La somma di 1,2 miliardi – ha affermato – serve solo per la ricostruzione privata. Per quella pubblica, che non sono solo i monumenti, ma anche le case popolari e i sottoservizi, non c’è una lira. Così come non ci sono soldi per l’autonoma sistemazione e i bilanci del Comune dell’Aquila, dei Comuni e della Provincia”.

Quanto alla novità di Legnini, i 600 milioni su cui al momento c’è il dubbio della copertura, “il ragioniere dello Stato gli avrebbe detto di aver trovato nei meandri altri soldi che, però, sono per gli anni 2017, 2018, 2019, completamente al di fuori della portata. E anche il totale di 1,8 miliardi è lontanissimo dalla cifra minima e comunque anche qui non c’è un euro sulla ricostruzione pubblica”.

Di qui l’esigenza della mobilitazione, “qualunque cosa l’abbiamo ottenuta solo dalla protesta. Senza il ‘casino’ di Cialente (la fascia da sindaco tolta e le bandiere tricolori ammainate, ndr) – ha ricordato Lolli – quel miliardo e 200 non sarebbe mai arrivato e anche questi ultimi 600 milioni sono arrivati solo perché facciamo casino”.

“Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di inserire il nostro problema nella loro piattaforma nazionale. Il giorno dello sciopero mi auguro che questa città si fermi. Mi aspetto che Pdl e Udc dell’Aquila abbiano lo stesso nostro comportamento di protesta”, ha concluso, attirando le ironie di Massimo Cialente: “Secondo me Giorgio De Matteis viene a rimettere le bandiere del Pd!”.

CIALENTE: “COSI’ RICOSTRUIAMO NEL 2035, DOMANI ULTIMI CONTRIBUTI”

Cialente ha bocciato le mosse del centrodestra comunale e regionale nei giorni scorsi, con il vertice di Roma, “è grave che figure istituzionali affrontino il loro ruolo come di parte. Sono come i bambini che giocano a calcio, vanno tutti appresso al pallone!”.

Ma Cialente ne ha avute anche per Legnini, “è solo una spalmatura di soldi di qui al 2019. Rispetto al cronoprogramma per far rivivere la città prima che venga abbandonata, che finiva nel 2022 – la denuncia del primo cittadino – con questi ritmi terminerà intorno al 2035, una data non compatibile con la vita della nostra comunità”.

“Domani – ha concluso – pubblicheremo il sesto e ultimo elenco di contribuiti per la ricostruzione, poi si chiuderanno le porte, sarà sospesa l’erogazione per mancanza di fondi. Oggi ci sono tantissime famiglie aquilane che hanno progetti approvati ma non possono ricostruire”, tra questi anche lo stesso Lolli, “a gennaio presenteranno il progetto e non potrò cominciare i lavori!”.

PEZZOPANE: “NOI PROTESTIAMO, IL PD ABRUZZO FACCIA COME VUOLE”

Interessante la dichiarazione della senatrice Stefania Pezzopane che fa capire quanta sia oggi la distanza con il resto del Pd abruzzese.

“A livello regionale pensano che stiamo alzando troppo i toni? Possono pensarla come vogliono, noi stiamo con i nostri concittadini e ne condividiamo l’angustia e la sofferenza e facciamo la nostra protesta a partire dalle bandiere”.

A livello parlamentare, la Pezzopane presenterà un emendamento “per altri 1,8 miliardi da trovare con le accise e anche fondi di bilancio, quando dal 2015 il ministero per la Coesione territoriale tornerà a ricevere gli ex fondi Fas”.

Ai cronisti ha parlato anche il segretario comunale Stefano Albano, fresco di ritiro dalla corsa alla candidatura provinciale, “anche questo è simbolico, preferisco impegnarmi per questa battaglia”, ha motivato.

“Abbiamo manifestato contro il governo Berlusconi, contro il governo Monti e siamo pronti a farlo anche contro il governo Letta. Il fatto che il Pd ne sia parte decisiva non ci fa tentennare, saremo ancora più determinati”.

“Sostituiremo le bandiere del Pd con quelle neroverdi, non per sfoggio di simbolismo e retorica: prima dell’appartenenza al partito viene quella alla città, inviteremo i quattro candidati alle primarie a parlare dell’Aquila oltre che dei temi nazionali”. Alberto Orsini