L’AQUILA – “Un conto è ricostruire baracche, un conto mettere mano a centri storici di questa complessità. E magari si sottace che è stata data una sistemazione a 30 mila persone, parlando ancora una volta solo delle macerie”.

Lo ha detto il neo capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, parlando con i giornalisti a Napoli della ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, a margine di un convegno sui trenta anni del terremoto dell’Irpinia.

“Se uno avesse il buon gusto di vedere le esperienze precedenti – ha detto Gabrielli – scoprirebbe che i lavori nei centri storici non sono mai cominciati prima dei tre anni perché ovviamente non stiamo parlando di mettere quattro mattoni in croce, ma di aggregati urbanistici complessi”.

“È ovvio – ha proseguito – che bisogna fare presto, ma mi piacerebbe che ci fosse la consapevolezza che siamo di fronte a questioni complesse”.

Gabrielli ha poi ricordato che “il centro storico dell’Aquila, insieme a quello di Arezzo, è il centro più vincolato di Italia”, auspicando infine che ci sia un confronto “senza strumentalizzazioni, senza anteporre la strumentalizzazione alla comprensione delle cose”.

”UN MILIARDO PER CONSOLIDAMENTO EDIFICI PUBBLICI”

L’AQUILA – “Nel decreto per l’Abruzzo il Governo ha stanziato un miliardo di euro per il consolidamento degli edifici pubblici e, grande novità, anche di quelli privati. Una risposta e un grande merito di Guido Bertolaso che quell’articolo l’ha fortemente voluto. Siamo consapevoli che non è una cifra altissima, ma si inizia anche con le poche cose per un percorso che in questo ambito è estremamente importante”.

Lo ha detto stamani, a Potenza, il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università della Basilicata.

Sul tema del consolidamento degli abitati, ha aggiunto, “bisogna fare chiarezza perché la Protezione civile è un diritto del cittadino ma credo che dovremo cominciare a ragionare anche in termini di dovere”: l’articolo undici del decreto “credo sia poco noto al grande pubblico – ha aggiunto il capo della Protezione civile – e mi permetto di fare una garbata polemica: forse si parla troppo di questioni pruriginose molto poco di questioni di sostanza, per questo invito tutti a leggerlo”.