L’AQUILA – Il governo Letta continua a fare il gioco delle tre carte sui soldi della ricostruzione, con il lodevole intento di “accelerare” il pagamento di fondi già stanziati ma senza aggiungere un cent di più.
Questa l’amara novità che emerge dalle nuove slide spuntate sul sito ufficiale dell’esecutivo sulla legge di stabilità, la vecchia finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri e attesa ora dalla tradizionale battaglia in Parlamento.
Se le “linee guida” per il 2014 parlavano solo di uno stanziamento di 300 milioni di euro per l’anno prossimo, oggi sono disponibili dettagli in più che, tuttavia, non fanno esultare troppo.
Al tirar delle somme, non ci sarà alcuna risorsa aggiuntiva, bensì la somma di circa 1,3 miliardi prevista dalla “leggina per L’Aquila” con il rincaro delle marche da bollo sarà concentrata in 3 anni invece che in 6.
Il piano di finanziamento originario prevedeva un contributo di poco meno di 200 milioni l’anno nei sei anni dal 2014 al 2019, per un totale di circa 1,2 miliardi, più altri circa 100 milioni per il 2013 che portavano il totale quasi a 1,3.
Le cose cambiano con la mossa del governo: il 2014 riceve i 100 del 2013 e altri 200 degli anni venturi, arrivando a 500 milioni; stessa sorte per il 2015, 200+200+100 fanno salire il totale ancora a mezzo miliardo; il 2016 invece vede aumentare di poco il suo stanziamento con gli ultimi 100, arrivando a 300 milioni.
Va detto che la finanziaria non può impegnare risorse pluriennali soprattutto alla luce della grave situazione di crisi: inutile, quindi, gridare vendetta perché non viene assegnata la chimera di “1 miliardo l’anno per 10 anni”, non sarebbe proprio possibile.
Certo è che ci si aspettava qualcosina di più che un semplice rimescolamento delle carte con la compressione degli stanziamenti in metà del tempo.
Le speranze residue saranno affidate agli emendamento, su cui molti parlamentari già affilano le armi, ma soprattutto sulla battaglia con l’Europa per poter superare il vincolo del rapporto deficit/pil al 3% e indebitare lo Stato per le grandi tragedie: un ritornello che non piace per niente a Bruxelles e su cui gli stessi esponenti dell’Economia sembrano molto, troppo poco convinti.
Per accelerare la ricostruzione post-terremoto, è anticipata l’erogazione di risorse destinate a l’Aquila che ammontano complessivamente a 1,3 miliardi di euro (500 milioni all’anno nel biennio 2014-2015 e 300 milioni nel 2016).
La slide del governo sull’Aquila



