L’AQUILA – Nel giorno delle prime campanelle dell’anno scolastico 2013/2014, AbruzzoWeb ha voluto vederci chiaro in un problema che si ripropone puntuale a ogni avvio di scuola, quello del caro libri.
Sono sempre di più, fino a 20 titoli per 9 mesi di scuola, costano sempre di più, 2-300 euro va considerata come base, e, denunciano gli stessi librai interpellati da questo giornale, “i professori li fanno usare sempre di meno, è questo il vero caro-libri”.
Con uno scenario simile, non c’è da stupirsi se, e questa non è una novità, la stragrande maggioranza dei genitori si lanci ad acquistare l’usato per i propri figli. La tendenza nuova è un’altra, “le parti ormai si sono invertite, i clienti chiedono l’usato di norma e poi, come ripiego, se proprio devono, qualche libro nuovo”, spiegano i librai.
Altra tendenza interessante è che gli italiani acquistano usato senza colpo ferire, mentre i genitori stranieri, una quota crescente nelle realtà multietniche di oggi, non transigono: per i loro figli vogliono solo il meglio, solo libri nuovi.
Alla fine, facendo un bilancio, il caro-libri esiste, eccome, anche se, sottolinea un altro esercente, “al giorno costano meno di un pacchetto di sigarette e almeno si impara qualcosa”.
AUMENTO SI’, ”MA COSTANO MENO DI SIGARETTE E CELLULARI”
La crisi c’è e si sente anche di fronte al caro-libri. Così, mentre i libri di testo continuano a diventare sempre più cari e le famiglie si trovano per mille motivi sempre meno soldi in tasca, l’unica soluzione sembra quella di servirsi dell’usato.
Un servizio che, visti i tempi, svolgono ormai tradizionalmente anche le librerie. È il caso cartolibreria di Chieti Scalo “La Pergamena”.
“Da circa cinque anni – dice ad AbruzzoWeb una delle proprietarie, Laura Leve – vista la sempre più pressante richiesta della clientela, abbiamo deciso di offrire anche questo tipo di servizio. Non sono più i tempi in cui un cliente arriva e ci chiede subito il testo nuovo. La maggior parte entra e dice di voler acquistare l’usato. Se poi il testo vecchio non c’è, si ripiega chiedendo di comprare il nuovo”.
“Il caro-libri – continua la signora Leve – c’è da anni, sebbene molto basso. Un testo scolastico aumenta circa 30 centesimi all’anno. Ed è una tendenza che va avanti da tempo. Quando gli alunni devono iscriversi alla prima media e alla prima superiore, la cifra può lievitare fino a circa 15 euro in più all’anno, vista la mole di libri che si deve acquistare”.
“Alla scuola media Ortiz per esempio – dice ancora la negoziante – per frequentare la prima classe occorrono 13 libri di testo. Numero che può arrivare a 17 se ci si iscrive a un primo superiore. Una famiglia spende in media 300 euro per mandare il figlio in prima media, e 330 al primo superiore. Se si hanno più figli che devono frequentare le prime classi, allora sì che ci può essere la stangata”.
Non vuole invece sentir parlare di “caro-libri” la titolare della storica Libreria De Luca a Chieti alta. Secondo Antonella De Luca, infatti, il rincaro si aggira su una cifra irrisora dello 0,01 per cento all’anno. Per lei “il costo reale di una fornitura di libri per una prima media si aggira sui 270 euro, 140 per una seconda e terza media. Tra i 300 e 320 euro è invece il prezzo di una fornitura per il primo superiore”.
“Se poi prendiamo questo importo e lo dividiamo per i mesi e i giorni di scuola – calcola la De Luca – vediamo che lo studente consuma meno di quanto si pagherebbe per un pacchetto di sigarette al giorno. Ma se il fumo è un vizio, i libri servono invece ai nostri figli per andare avanti nella vita”.
“Forse è vero che si potrebbero utilizzare meno libri nelle scuole – considera ancora la De Luca – ma avete mai visto quanto costano certi zaini firmati di alcuni studenti o certi telefoni cellulari di ultima generazione?”
Antonella De Luca se la prende anche con l’uso dei tablet che dovrebbero sostituire i libri in alcune scuole.
A Chieti è il caso della Chiarini e della De Lollis. “I tablet costano 310 euro – dice – e dunque più di una fornitura di libri di testo. Inoltre, non si può acquistarli attraverso i sistemi della libera concorrenza e, in alcune scuole del Bresciano dove diversi anni fa li hanno utilizzati, è aumentato il numero dei ragazzi con disabilità legate alla scrittura e dislessia. Tanto è vero che si è tornati ai vecchi libri di testo”.
”L’UNICO CALO E’ DELLA POPOLAZIONE, E GLI STRANIERI COMPRANO IL NUOVO”
È tempo di acquisti per le famiglie aquilane, che in questi giorni sono impegnate a scegliere zaini, quaderni, diari e, tra le altre cose, a procurarsi i libri di testo. E la sorpresa che attende tutti gli studenti e i suoi genitori è amara. Anche quest’anno l’Istat ci sono stati gli aumenti tanto temuti, dal 2 al 3 per cento secondo i negozianti.
“Come ogni anno, anche stavolta ci sono stati gli aumenti – spiega Alessandro Rotili, titolare della storica libreria aquilana Colacchi – Sono 42 anni che vendo libri e non ricordo un anno in cui non ce ne siano stati. Alcuni aumentano del 2, altri del 3 per cento, altri di niente”.
“Ormai le famiglie fanno fatica ad acquistare tutto – ammette – Ma per quest’anno il ministero dell’Istruzione ha imposto per legge che gli editori non cambino nessun testo, così da permettere, a chi ne ha la possibilità, di prendere quelli dell’anno scorso, di passarseli tra amici e parenti o magari comprarli nuovi”.
Chi vuole risparmiare, dunque, quest’anno può, scegliendo l’usato, che ormai sembra l’unica spiaggia per centinaia di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese.
“Le nostre vendite, comunque, hanno sempre una cifra costante, che si aggira intorno al migliaio di libri, non abbiamo un calo, anzi, forse rispetto all’anno scorso sono aumentate – puntualizza il negoziante – Se consideriamo che è qualche anno che i libri sono ordinabili anche nei supermercati”.
“La nostra libreria ha una clientela abbastanza fidelizzata, che viene sempre da noi e ci ha cura, soprattutto, che i figli vadano a scuola con i libri nuovi. È dai primi giorni di luglio che ho già tutto prenotato e non vedo da parte mia un calo, se non quello fisiologico dovuto al calo della popolazione”, triste effetto a medio e lungo termine del sisma del 6 aprile 2009.
Rotili tira fuori anche un altro problema. “Una volta, all’Aquila, c’erano 10 direzioni didattiche, ora ce ne sono rimaste due e le scuole continuano a sopravvivere grazie agli stranieri che vengono a vivere nel capoluogo abruzzese. E loro, nonostante nell’immaginario collettivo si pensi che abbiano meno possibilità economiche degli aquilani, scelgono di acquistare sempre tutti i libri nuovi. Tengono moltissimo a che sia sempre tutto perfetto e inappuntabile. I figli magari, fanno i muratori e i figli, invece, studiano per diventare geometri, ingegneri e medici”.
”I NOSTRI CLIENTI ABITUALI SI SCUSANO E COMPRANO USATO”
“Sicuramente abbiamo venduto meno libri rispetto agli altri anni, anzi parlo per me, almeno il 40% in meno. Ci sono molti fedeli clienti che, per esempio, sono venuti a chiederci libri usati che comunque noi non trattiamo e si sono scusati per non aver comprato i testi da noi quest’anno”, dichiarato sul tema la titolare della libreria Libernauta, nel centro di Pescara, Sonia Michetti.
“Qualche giorno fa una cliente che ha sempre preso i libri da me mi ha confessato di averli trovati usati in buono stato a metà prezzo e con i soldi che ha risparmiato ha potuto acquistare altro – aggiunge – In questo momento purtroppo è così. Rende tristi, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole passeggiare per le strade di Pescara e vedere grandi e affermate librerie vuote proprio nel momento in cui dovrebbero lavorare maggiormente”.
“Devo dire che rispetto all’anno scorso c’è stato un leggero aumento della richiesta dei libri, credo che il problema del “caro libri” venga un po’ ingigantito, anche dai mass media: mi è capitato di vedere alcuni servizi su questa realtà in cui l’esagerazione ha fatto da padrona”, sostiene invece Tania Di Silvestro, proprietaria della nota cartolibreria Shopmania nella periferia della città adriatica.
“Addirittura una signora è venuta a lamentarsi perché aveva saputo che i libri per la figlia avevano un costo totale di 800 euro, quando in realtà non era vero perché si aggirava intorno ai 200, ma ormai si è prevenuti nei confronti di questa spesa, però nello stesso tempo mi metto nei panni delle famiglie che devono acquistare questi libri e mi rendo conto che per alcuni possa essere ingestibile qualsiasi tipo di importo – continua – Per evitare le spese sui libri, la scuola dovrebbe organizzarsi diversamente, magari mettendo a disposizione biblioteche interne, ma immagino che non avverrà mai”.
Quello che si può fare è tentare di risparmiare sui libri facendo lunghe code presso i mercatini del “libro usato”, come accade per esempio nel centro di Pescara, sperando di arrivare in tempo per “accalappiare” il libro meglio conservato e al prezzo più conveniente, ma non è sempre facile trovare il testo in programma visto che, a volte, ci può essere il trucco.
Nuove edizioni di libri identici a quelli utilizzati durante l’anno scolastico precedente vengono pubblicate dagli editori a prezzi eccessivi spacciandoli per differenti e dunque risultano non presenti nei classici mercatini che, verso la fine di agosto, solitamente vengono presi d’assalto.
“Gli aumenti ci sono dappertutto non soltanto sui libri- dice Sara, commessa di una nota libreria nel centro di Pescara – però va considerata una cosa importante: il loro prezzo va di pari passo con il costo della vita; se devo essere sincera non credo che l’aumento del costo dei libri sia eccessivo, è il costo della vita che è aumentato in generale quindi spendere sui libri sembra quasi sciocco proprio perché si pensa che sia solo la copertina a far la differenza, e quindi in alcuni casi si utilizza un libro qualunque senza pensare che in quel momento si sta mettendo in difficoltà il ragazzo che potrebbe avere dei problemi nell’individuare l’argomento da studiare che il maestro o il professore indicherà pagina per pagina”.
”NON COSTANO TANTO, E’ CHE I PROF NON LI FANNO USARE”
A Teramo alla storica cartolibreria ‘Besso’ di Mariano De Antoniis si segue semplicemente il tariffario con tetti massimi stabilito dal Miur “per ogni singolo di scuola superiore, mentre per la prima media siamo a 290 euro di tetto massimo, 140 a 160 per seconda e terza”, come spiega lo stesso titolare.
“Un ciclo delle scuole medie è di circa 600 euro – spiega – ed è una cifra che riguarda soltanto i libri scolastici, quindi esclusi vocabolari, sui 70/80 euro per quelli di italiano e inglese, una trentina per la terza lingua, e altri testi”.
“Per un liceo scientifico stiamo sui 340, 350, euro, un Liceo Classico idem, poi da sezione a sezione il prezzo può cambiare anche di 30 euro. Quasi tutte le altre scuole applicano il tetto massimo di 310 euro circa”, precisa De Antoniis, che si occupa sia di nuovo che usato.
“Senza dubbio molte persone tendono a guardare al libro usato – commenta il commerciante teramano – ma qui va spiegato che il libro però non è caro in sé, ma lo diventa perché spesso non si usa. Il problema del libro è sostanzialmente questo. Sono tanti i libri usati che mi ‘rientrano’ puliti, intonsi, diversi addirittura ancora incellofanati. Alcuni professori non fanno usare i libri, o li fanno usare pochissimo”.
Dal punto di vista di De Antoniis, in alcuni casi i genitori preferiscono comprare un libro nuovo al figlio “per paura che faccia brutta figura a scuola, ma i libri servono per imparare ciò che c’è scritto all’interno, non per sentirsi migliori di chi impara su quelli usati”.



