L’AQUILA – Un blitz per stabilizzare una parte dei “portaborse” dell’Emiciclo.
È quello che è andato in scena nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale, sottoforma di un emendamento bipartisan firmato dal capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, Lucrezio Paolini (Italia dei valori) e Giuseppe Tagliente (Popolo della libertà).
Una leggina di cinque articoli spuntata in aula e poi ritirata prima del voto sulla norma sul personale regionale.
La “sveltina” prevedeva la possibilità di coprire il 50% del personale assegnato ai gruppi consiliari, attualmente scelti a chiamata diretta, con dipendenti interni all’ente e selezionati attraverso una selezione pubblica con una riserva per gli attuali fiduciari di consiglieri e presidenti di commissione.
Il richiamo normativo infilato nel provvedimento, infatti, fa riferimento a un comma della legge nazionale di Stabilità 2013 che prevede la possibilità di dedicare una quota dei neo-assunti ai titolari di contratti a tempo determinato e per coloro che “hanno maturato almeno tre anni di contratto di collaborazione coordinata e continuativa nell’amministrazione che emana il bando”.
Un modo per sciogliere il nodo dei “portaborse”, dalla prossima legislatura messi a serio rischio dal pronunciamento della Corte costituzionale, che ha stabilito che gli uffici alle dirette dipendenze dei consiglieri rientrano nei casi previsti dalla legge nazionale che impone un taglio del 50% delle spese del personale a tempo determinato.
Per questo, dal prossimo quinquennio, in parecchi dovranno fare le valigie.
Si tratta, in alcuni casi, di “precari” storici dell’Emiciclo, che hanno anche 15-20 anni di contratti rinnovati di volta in volta, a ogni scadenza elettorale, all’atto dell’insediamento dei nuovi rappresentanti politici regionali. Elisa Marulli
ACERBO: ”LA MIA E’ STATA UNA SVISTA, NON UN BLITZ”
“Cari amici di AbruzzoWeb, l’emendamento di cui parlate nell’articolo di stamattina più che un blitz è stato il frutto di una svista. Infatti la mia firma è stata formalmente ritirata subito dopo la presentazione”.
Lo afferma il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, commentando l’articolo di questo giornale sull’emendamento presentato e ritirato che tentava di stabilizzare un gruppo di ‘portaborse’ dell’Emiciclo.
Acerbo racconta che “mi era stato proposto mentre facevo la conferenza stampa sul Parco Sirente Velino a pochi minuti dalla scadenza dei tempi per la presentazione degli emendamenti e pensavo contenesse la proposta che ho più volte avanzato in commissione. Il problema del personale dei gruppi esiste, come giustamente scrivete – ammette – ed è particolarmente cinico che gli unici veri tagli alla ‘casta’ riguardino persone che percepiscono circa 1.000 euro al mese”.
“La mia proposta – prosegue – è quella di istituire, come avviene da anni in Parlamento, una sorta di albo dei collaboratori dei gruppi a cui debbano rivolgersi i nuovi eletti per almeno il 50% del personale. Trovo stupefacente il fatto che la gran parte dei consiglieri considerino ‘diritti acquisiti’ i doppi vitalizi mentre nei loro uffici ci sono persone che dopo quindici-venti anni rischiano di rimanere senza lavoro”.





