PESCARA – La data stabilita per il fermo biologico previsto per la città di Pescara è ufficiale e definitiva; come ha imposto il Decreto delle Politiche agricole alimentari e forestali, inizierà il 5 agosto e terminerà il 3 settembre, è stata concessa dunque una parziale deroga alle imbarcazioni abruzzesi per le quali il fermo durerà 30 giorni invece che 42 giorni, ma la pesca nel periodo dal 4 al 15 settembre sarà concessa solo ed esclusivamente nelle acque di Giurisdizione del Compartimento marittimo della città pescarese.
L’interruzione temporanea di pesca nelle acque è assolutamente indispensabile, per assicurare il naturale rispristino della fauna marittima: e lo comprendono benissimo anche i pescatori che però provengono da un fermo imposto e dovuto ai problemi che ci sono stati con il dragaggio del fiume Pescara.
“Ci siamo stufati – afferma un pescatore – sono due anni che stiamo dietro a problemi seri che non tocca a noi risolvere ma per i quali poi siamo noi che paghiamo direttamente. Basta! È ora che chi sta a capo di questa città impari a tenere pulite, nel vero senso della parola, le risorse che ha: Pescara ha il mare, ha il culto della cucina marinara ma guarda caso dobbiamo sottostare a periodi di completa inattività. È ora che guardino in faccia alla realtà e che Pescara torni ad essere una città di mare con tutte le sue caratteristiche e non sia considerata città di mare solo perché si affaccia direttamente sul mare e quindi si può passeggiare lungo la riviera. Io mi sono ridotto alla miseria, io ci devo campare una famiglia con la pesca”.
Indignati anche altri pescatori, i quali ritengono che nessuno li rispetti come lavoratori e gestori di una lunga tradizione.
La marineria di Pescara aveva chiesto di poter lavorare anche durante il fermo biologico per tentare di recuperare i lunghi periodi di inattività dovuti al mancato dragaggio, senza però ottenere il visto per la richiesta ma solo una contrazione dell’arco di tempo: ovviamente ci sono state della analisi scientifiche che hanno indotto a questa scelta e che obbligheranno far meno di un mese tutte le imbarcazioni a sottostare al fermo, come ha anche annunciato l’Assessore regionale Mauro Febbo che si era impegnato per chiedere un esonero dal fermo.
Dopo un periodo di attesa, ecco la risposta: anche Pescara dovrà sottostare al fermo ma con un periodo ridotto, che sicuramente non accontenta i pescatori abituati a spostarsi al largo per avere più scelta. (a.r.)





