L’AQUILA – ”Vogliamo incontrare il Governo, le istituzioni locali, le associazioni di categoria, agli Uffici speciali per la ricostruzione e gli altri sindacati, perché le norme devono essere rispettate per la sicurezza della ricostruzione degli appartamenti e, soprattutto, di quella dei lavoratori”.
Il grido d’allarme è stato lanciato questa mattina dalla Cgil dell’Aquila, il segretario provinciale Umberto Trasatti, la responsabile provinciale della ricostruzione Rita Innocenzi e il segretario provinciale Fillea (costruttori edili) Emanuele Verrocchi.
”È vero che ci sono problemi per avere i fondi della ricostruzione pesante – ha aggiunto Trasatti – ma ora sono utilizzabili 595 milioni di euro per aprire altri cantieri e quindi vogliamo che le norme vengano applicate”.
Trasatti ha ricordato che ”nel dicembre 2011 nel contratto collettivo provinciale aquilano di lavoro per dipendenti delle imprese edili e poi nel Dpcm, Decreto presidenza del Consiglio dei ministri del 4 febbraio di quest’anno, sono state inserite delle nostre richieste, ma ancora non vengono attuate. Insomme le norme contrattuali e legislastive non trovano corretta applicazione. In questo modo non si ha trasparenza, non si combatte il lavoro nero e i lavoratori non hanno dignità”.
Trasatti, Innocenzi e Verrocchi hanno ricordato che nel Contratto di lavoro e nel Dpcm che in tutti i cantieri, specialmente quelli privati, le imprese utilizzano il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) per appalti privati, con il versamento alla Cassa edile delle rispettive province.
Altro punto fondamentale che i lavoratori abbiano il badge unico nei Comuni del cratere sismico collegato ad unico ”data base”, in modo di essere riconsciuti e quindi contrastare il lavoro nero.
Le altre rivendicazioni della Cgil riguarda la sistemazione alloggiativa obbligatoria dei lavoratori e la tracciabilità dei pagamenti a favore dei dipendenti.
”Offrire un alloggio dignitoso agli operai che vengono da fuori – ha spiegato la Innocenzi – si garantisce una migliore ricostruzione e la possibilità di meno incidenti sul lavoro, perché le maestanze non possono dormire in auto o in container senza servizi igienici. Tra l’altro questi lavoratori potrebbero dare una circolazione del reddito a favore delle nostre zone. Inoltre evitaremo anche alcuni episodi di deliquenza”.
”È strano che nel nostro cratere sismico non riusciamo a far rispettare queste regole – ha concluso la Innocenzi – mentre sono state applicate per la ricostruzione dell’Emilia”.
Verrocchi ha concluso ricordando che ”disoccupazione dei lavoratori edili aquilani è aumentata, perché le imprese forestieri si portano il loro personale. Il 48 per cento degli operai risiede fuori dalla provincia. Le imprese con se legale fuori dell’Aquila sono passate dal 33 per cento di settembre 2012 a quasi il 50 per cento del marzo 2013”.



