L’AQUILA – Gli albergatori aquilani sono pronti a far rientrare gli sfollati dagli alberghi della costa nelle loro strutture.

È quanto si legge in una nota inviata dalla vice presidente vicaria di Federalberghi L’Aquila, Mara Quaianni.

Un cambio di rotta notevole, visto che solo poche settimane fa gli albergatori del capoluogo hanno minacciato per l’ennesima volta il blocco dei servizi agli ospiti aquilani se non avessero ricevuto le spettanze arretrate dalla struttura commissariale, e che quest’estate avevano minacciato perfino di cacciare tutti.

Eccoli invece pronti a ospitare anche gli sfollati della costa, un cambio radicale di strategia che va inquadrato nella polemica in corso con Federalberghi regionale che, dopo aver bocciato la loro protesta, secondo la Quaianni non ha fatto altrettanto con quella degli esercenti di Tortoreto e Alba Adriatica.

Per Federalberghi L’Aquila, insomma, due pesi e due misure, tanto che, sottolineano, “L’Aquila minaccia, la costa mette in atto”.

Questo il testo della nota.

Il 21 maggio 2009, dopo appena 40 giorni dalla terribile tragedia, un campeggio di Roseto si rifiuta di somministrare i pasti ai terremotati aquilani ed è necessario l’intervento della Protezione civile per porre fine alla protesta, alla quale ne seguiranno altre da parte degli albergatori a causa dei tardivi pagamenti. Le associazioni dalla loro parte e la Protezione civile predispone i pagamenti.

Dopo 270 giorni di ritardo, L’Aquila si azzarda a mettere in atto una protesta (tra l’altro mai applicata) e il Regionale si schiera a favore del sistema politico tollerando in silenzio, tra l’altro, che gli albergatori aquilani vengano paragonati a Vincenzo Angelini.

Vogliamo porre fine alle polemiche sterili e aride che si sono create fra la Federalberghi Regionale e Provinciale L’Aquila, non senza però aver chiarito alcuni punti fondamentali.

La Federalberghi Abruzzo rivendica il diritto di essere stata fra i fautori nel sostegno dell’emergenza per i terremotati dell’Aquila: ovviamente in quel momento, colpita da una grave catastrofe, era più che logico, oltre che umano, dimostrare, almeno in quel caso, un po’ di solidarietà.

Forse è stato l’unico caso in cui il Regionale è stato vicino alla città dell’Aquila, in quanto non si possono dimenticare i vari appelli lanciati dagli albergatori alle istituzioni in date antecedenti al 6 aprile 2009, quando la città stava morendo dal punto di vista turistico ed economico, ma mai tali appelli sono stati raccolti.

Dov’era il Regionale quando venivano stanziati finanziamenti solo per la costa e non per le zone interne? Grazie all’assessore La Barba riuscimmo a ottenere lo storno di alcune somme dall’interporto di Pescara e farle destinare alle zone interne dell’Abruzzo (i famosi Pop).

Dov’era quando si facevano contratti a favore della costa con la Neckrmann e la Thompson facendo fuori completamente le zone interne?

Dov’era quando gli albergatori facevano riunioni fiume con il presidente Caporale per cercare una soluzione per la città con una promozione ad hoc? Cioni c’era, il presidente della Confcommercio Fioravanti c’era, la provincia c’era, ma il regionale non ha mai preso a cuore la nostra situazione!

Chiariti questi punti, devo far presente che la linea da me assunta e pienamente condivisa non è altro che l’espressione di varie assemblee riunitesi democraticamente alla presenza degli organi provinciali della Confcommercio.

La linea sindacale che ci ha portato alla quasi totalità degli iscritti ha sempre seguìto la strada democratica, tra l’altro sempre vincente. Le proteste annunciate sono state solo proteste di tattica sindacale e mai messe in atto e grazie all’atteggiamento forte e deciso, ma soprattutto senza compromessi con il potere politico, siamo riusciti a ottenere risultati anche se non del tutto soddisfacenti.

Ancora una volta il regionale vuole gestire la situazione aquilana: il problema dell’emergenza terremoto ora è diventato un problema provinciale, considerato che quasi la totalità degli aquilani è ospitata nelle nostre strutture, strutture che hanno anticipato milioni di euro e che si stanno sostituendo al governo nell’affrontare l’emergenza.

Avremo voluto da parte degli organi regionali una solidarietà alla nostra protesta, oltre a un confronto aperto con tutti gli albergatori della provincia nostri iscritti, iscritti riportati in associazione sotto la mia vice presidenza vicaria negli ultimi due anni.
 
Infine, venendo incontro alle richieste da parte delle istituzioni locali e dei nostri concittadini, abbiamo dato l’immediata disponibilità al rientro di tutti gli aquilani nelle nostre strutture.

Mara Quaianni, vice presidente vicaria Federalberghi L’Aquila

LA PROTESTA DEGLI HOTEL DELLA COSTA: ”DA UN ANNO SENZA SOLDI”

L’AQUILA – Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, deve sbrigarsi a pagare le spettanze arretrate agli alberghi della costa, altrimenti gli esercizi avranno gravi problemi finanziari.

Dopo le proteste per i ritardi nei pagamenti da parte degli albergatori aquilani, con la minaccia di bloccare i servizi, ora tornano a lamentarsi anche gli operatori turistici della costa teramana che ospitano ancora i terremotati ancora senza casa, 508 secondo l’ultimo report sulla popolazione assistita della struttura per la gestione dell’emergenza (Sge).

A scagliarsi contro la stessa struttura commissariale sono stati i responsabili del consorzio Costa dei Parchi, che raccoglie soprattutto strutture alberghiere di Tortoreto e Alba Adriatica, storiche mete di balneazione degli aquilani divenute anche rifugio dopo l’emergenza abitativa.

Gli albergatori denunciano un anno di pagamenti non corrisposti, e anche se hanno assicurato di non volere far scontare l’incresciosa situazione sugli stessi sfollati, chiedono con forza a Chiodi di velocizzare i pagamenti.

FEDERTURISMO: BASTA CON LE POLEMICHE

L’AQUILA – “Sospensione dei servizi alberghieri agli sfollati ospitati nelle strutture ricettive in mancanza dell’erogazione dei pagamenti dovuti, continue polemiche sulla tempistica dei pagamenti: è il momento di far chiarezza sulla posizione delle organizzazioni di categoria”.

Lo afferma in una nota Giuseppe Vagnozzi, vice presidente di Federturismo Abruzzo e presidente della sezione Turismo di Confindustria Teramo.

“Da tempo – afferma – siamo in contatto con le strutture commissariali e in prima persona con il presidente Gianni Chiodi, quale commissario per la ricostruzione, e si sta lavorando, ormai da più di un anno dal disastroso sisma che ha colpito il territorio aquilano e che ha visto la  forte e instancabile sinergia della Regione, della Protezione civile e delle associazioni di categoria, al fine di trovare una soluzione capace di coniugare le esigenze dei cittadini aquilani sfollati con le criticità degli albergatori”.

“Gli albergatori – ammonisce Vagnozzi – sapevano fin dall’inizio che il pagamento non sarebbe stato immediato: è il momento di dire basta a inutili e futili polemiche che, lungi dall’apportare contributi costruttivi per la gestione di quest’ultima delicata fase emergenziale, continuano a evidenziare la posizione di chi, fin dal 6 aprile 2009, ha intrapreso un’ignobile ‘caccia allo sfollato’”.
 
“Gli albergatori – evidenzia l’esponente di Federturismo – sono perfettamente a conoscenza della tempistica necessaria in Regione per procedere ai pagamenti, sia sul fronte delle risorse per la ricostruzione che per le risorse per l’emergenza: il commissario e la sua struttura hanno fornito indicazioni precise in merito non solo in termini di impegno, già nelle norme e negli atti del Governo centrale, ma soprattutto in termini concreti di cassa”.

Federturismo Abruzzo vuole prendere le distanze “da chi continua a fare del terremoto un business e intende ribadire il massimo impegno e disponibilità ad apportare il proprio contributo in quel percorso comune, responsabile, costruttivo ed eticamente corretto, intrapreso con la Regione Abruzzo e la Protezione civile, che ha l’obiettivo di tutelare gli interessi dei cittadini abruzzesi sfollati, interessi che ha  ritenuto prioritari e a cui ha posposto anche quelli della stessa categoria rappresentata”, conclude Vagnozzi.

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