L’AQUILA – Dopo aver ribadito la necessità di una legge regionale che disciplini la materia del terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 aprile 2009, il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio torna nuovamente sulla questione, questa volta inviando una lettera al presidente della Commissione speciale sisma Emilio Iampieri, esortandolo affinché l’organo assuma finalmente “un ruolo centrale”.
Curioso è il fatto che, nel suo intervento, Di Pangrazio citi in più punti i “commissari delegati”, che erano figure tipiche dello stato d’emergenza, che all’Aquila non c’è più dal 31 agosto 2012. Con la ‘legge Barca’ la gestione della ricostruzione è tornato agli enti locali.
Nei giorni scorsi Di Pangrazio e gli altri consiglieri del Partito democratico, così come tutti i colleghi di maggioranza e opposizione, sono stati bersagliati dalle critiche del compagno di partito, Massimo Cialente, che ha accusato i suoi e gli altri consiglieri di essere stati immobili sulla vicenda aquilana.
“Il presidente Iampieri – afferma Di Pangrazio – ha convocato la Commissione per mercoledì 22 maggio, giorno dopo il Consiglio regionale straordinario avente a oggetto ‘Definizione della legislazione e del ruolo della Regione Abruzzo nella ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009’”.
“Ne ho preso atto – prosegue – ma ritengo che sarebbe stato di maggiore utilità che la Commissione discutesse le questioni poste all’ordine del giorno e di grande importanza, quali il progetto di legge 469/12 ‘L’Aquila capoluogo d’Abruzzo’ e il pdl 518/13 ‘Misure per il sostegno della popolazione e delle attività economiche presenti nei comuni del cratere’, prima del Consiglio per potere affrontare attentamente e condividere proposte da portare all’attenzione dell’assemblea legislativa convocata in via straordinaria sulle questioni della ricostruzione”.
Per Di Pangrazio “è evidente che la Regione debba avere un ruolo attivo e propositivo nei processi ricostruttivi della città dell’Aquila oltre che dei comuni dentro e fuori ‘cratere’ e il luogo più adatto per dibattere delle problematiche legate al sisma del 2009 sarebbe proprio quello della Commissione speciale”.
Commissione che, ricorda, è “preposta specificamente a: 1) monitoraggio del processo di ricostruzione abitativo, sociale, infrastrutturale ed economico delle aree colpite dal sisma; 2) elaborazione, proposizione di provvedimenti di legge attinenti il punto 1 e suggerimento all’esecutivo regionale e per le specifiche competenze ai commissari delegati di programmi di attivazione su quanto previsto da leggi ed ordinanze riguardanti gli avvenimenti del 6.4.2009; 3) espressione di pareri, laddove previsti; 4) richieste, se necessario, di audizione dei commissari delegati alla ricostruzione post-terremoto”.
“Il Consiglio regionale straordinario sarebbe stato un’ottima occasione per presentare e porre all’approvazione dell’assemblea progetti di legge, condivisi da tutti i commissari componenti della Commissione, che possano agevolare il ritorno alle normali condizioni di vita dei territori colpiti dal sisma e porre L’Aquila al centro dell’Abruzzo come capoluogo di riferimento per tutta la Regione”, prosegue ancora.
“Tale necessità – sottolinea Di Pangrazio – si evidenzia anche in riferimento al dibattito sulla macroregione iniziato già nel 2010 dal gruppo consiliare regionale del Pd e ripreso di recente da gran parte dei politici del centrodestra”.
“Auspico che in futuro vengano fatte scelte più ponderate e che il ruolo della Commissione speciale sisma possa davvero diventare centrale per la soluzione delle problematiche legate al terremoto – conclude – affinché la nostra Regione riprenda ad avere il ruolo legislativo che le spetta”.



