CITTÀ SANT’ANGELO – No alla chiusura dello stabilimento Aurum di Città Sant’Angelo (Pescara) e al licenziamento di 25 lavoratori.
Lo chiede il consigliere comunale e regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.
“Dà l’idea della considerazione per il nostro territorio e per la sua classe dirigente che l’Illva (la società proprietaria del marchio, ndr) abbia deciso di chiudere lo stabilimento proprio durante le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio e che la notizia sia stata ufficialmente comunicata solo a seguito dell’entrata in stato di agitazione dei lavoratori”, aggiunge Acerbo.
La stessa azienda che, spiega l’esponente comunista “ha promosso col Comune di Pescara un premio Aurum per l’anniversario del Vate, una presa in giro bella e buona visto che si preparava da tempo a chiudere lo stabilimento pescarese”.
LA NOTA INTEGRALE DI ACERBO
La chiusura dello stabilimento di Città Sant’Angelo non può essere accettata supinamente.
Quella della Real Aromi deve diventare una vertenza dell’intero territorio che consenta di mantenere la produzione in Abruzzo e di investire nel rilancio.
Quei 25 lavoratori stanno difendendo un marchio – quello dell’Aurum – che appartiene all’intera comunità, è parte della nostra storia.
Ho constatato partecipando all’incontro di venerdì un atteggiamento di chiusura arrogante da parte dell’impresa davvero irricevibile.
Dà l’idea della considerazione per il nostro territorio e per la sua classe dirigente che l’ILLVA abbia deciso di chiudere lo stabilimento proprio durante le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di D’Annunzio e che la notizia sia stata ufficialmente comunicata solo a seguito dell’entrata in stato di agitazione dei lavoratori. L’Illva Saronno ha anche promosso col Comune di Pescara un premio Aurum per l’anniversario del Vate, una presa in giro bella e buona visto che si preparava da tempo a chiudere lo stabilimento pescarese.
Penso che sia intollerabile l’atteggiamento dell’ILLVA di Saronno e che con piglio guerresco la “città dannunziana” debba difendere un brand che molto può contribuire allo sviluppo locale. La città di Pescara e la Regione Abruzzo devono schierarsi al fianco delle maestranze e del sindacato.
Per questo sto raccogliendo le firme per la convocazione per la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario da tenersi presso l’Aurum di Michelucci per testimoniare l’importanza storica di questo marchio e il suo legame con la nostra comunità.
Un Consiglio Comunale al quale siano invitati lavoratori e sindacato, i consiglieri provinciali, regionali e i parlamentari abruzzesi, i sindaci del comprensorio, tutte le autorità civili e religiose, le forze sociali ed economiche, le organizzazioni di categoria e le associazioni, la cittadinanza tutta.
La stessa Confindustria abruzzese e pescarese deve alzare la voce e non chiudersi in una posizione corporativa di difesa delle posizioni dell’impresa. L’ILLVA va richiamata alla propria responsabilità sociale nei confronti del nostro territorio.
Mi rivolgo anche al Presidente Chiodi e all’assessore Castiglione. È bene che al prossimo incontro previsto per martedì sia presente anche la Regione.
L’IILVA è un’azienda che sta sul mercato, vende e produce l’Amaretto di Saronno. Deve tenere conto dei consumatori, mantenerne la fiducia, conquistarne la simpatia. Opera in Italia. Non è fortunatamente un anonimo fondo d’investimento di Hong Kong o delle Cayman. Questa battaglia si può vincere. A costo di organizzare un volo su Saronno con lancio di volantini.
Luigi Albore Mascia e Guerino Testa sveglia!
Ve lo deve dire un antidannunziano come me?



