PESCARA – Firmata oggi la convenzione da parte dei professionisti che si sono aggiudicati con avviso pubblico l’ultima fase relativa alla fusione dei 6 consorzi industriali, alla presenza dei commissari dei Consorzi industriali e della dirigenza delle commissioni.
“I professionisti – spiega in una nota il vice presidente della Giunta con delega allo Sviluppo Economico Alfredo Castiglione – avranno 6 mesi di tempo, improrogabili, per procedere alla fusione. Per cui, dal 31 ottobre, si avrà il superamento della fase commissariale dei consorzi industriali abruzzesi”.
“Contemporaneamente – prosegue Castiglione – entro fine anno si procederà alla costituzione dell’Arap (Agenzia regionale attività produttive), che andrà a gestire con un’unica regia tutti i servizi delle nostre aziende, servizi che ora, il più delle volte, sono deficitari”.
“Riguardo a chi ancora si ostina a essere critico verso il procedimento da noi adottato – precisa Castiglione – ricordo che l’Abruzzo con circa 13 mila chilometri quadrati ha 7 consorzi che catalizzano solo 42 comuni, solo 1.600 aziende, che forniscono servizi spesso diversi da consorzio a consorzio, per non discorrere del fatto che, da 20 anni circa, sono commissariati e non svolgono più azione di attrazione verso nuove aziende”.
“Riconosciamo – prosegue l’assessore – quanto in fase di costituzione di buono hanno svolto i consorzi, ma l’attuale necessità è di rendere più snello ed efficace l’insediamento di nuove attività che usufruiscano di servizi tecnologicamente avanzati”.
“Ricordo – spiega ancora Castiglione – che il consorzio Pescara-Chieti sta seguendo il processo di liquidazione per debiti accumulati nel corso degli anni per 45 milioni di euro circa. Certamente le aziende che rientrano in questo comprensorio non subiranno alcun contraccolpo negativo e saranno servite come le altre dall’Arap. Non si tratta quindi di una fusione a freddo, come qualcuno afferma, ma di un’ottimizzazione di situazioni che oggi sono notevolmente differenti da consorzio a consorzio, dove ripeto i dipendenti non ne risentiranno”.
“In ultimo – conclude Castiglione – voglio ricordare che i ritardi che si sono verificati sono ascrivibili ai ricorsi di una sigla sindacale e di un comune, nonché della ricerca della somma utile alla fusione, circa 480 mila euro, somma indispensabile per le sei fusioni”.






