ROMA – “Sì, è vero volevo colpire un politico e poi suicidarmi”.
Luigi Preiti, 49 anni, di Rosarno (Reggio Calabria), ha confessato le intenzioni del suo piano, ideato già da una ventina di giorni, al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e al pm Antonella Nespola che lo hanno interrogato al San Giovanni, l’ospedale dove è stato ricoverato dopo l’attentato di ieri davanti Palazzo Chigi in cui ha ferito due carabinieri.
L’uomo ieri ha usato solo 7 dei 50 proiettili che aveva con sé. Ha sparato con una calibro 7.65 comprata a Genova quattro anni fa.
Restano grani le condizioni del brigadiere Giuseppe Giangrande, 50 anni, ferito insieme al maresciallo Francesco Negri proprio mentre era in corso il giuramento del nuovo governo.
ll carabiniere ha un “danno midollare importante” alla colonna cervicale, secondo i medici che l’hanno operato per la grave ferita al collo. La prognosi è riservata: per sapere se ce la farà bisognerà aspettare 72 ore. Rischia comunque la paralisi degli arti.
“Poteva essere una strage”, hanno osservato i magistrati.
Con i pm l’attentatore non ha affatto dato segni di squilibrio mentale, tant’è che per ora la procura non chiederà una consulenza psichiatrica.
“Volevo colpire i politici – ha spiegato – perché non ci aiutano, siamo nei guai e loro non fanno nulla”.
Al termine dell’interrogatorio i pm hanno chiesto la convalida dell’arresto per Preiti per tentato omicidio, lesioni, porto e detenzione di armi.
Nel tardo pomeriggio l’attentatore è stato trasferito al reparto detenuti del Pertini, comparirà davanti al gip martedì.






