L’AQUILA – Sono iniziati ad arrivare in Abruzzo venerdì scorso, i rifiuti romani che la Regione Lazio e Roma Capitale non riesce a smaltire “in casa”.

Il 15 aprile scorso la Giunta della Regione Lazio ha approvato una delibera che formalizza l’accordo con la Regione Abruzzo per l’invio di 300 tonnellate di rifiuti romani in due impianti abruzzesi, la Deco di Chieti Scali e la Cogesa di Sulmona (L’Aquila).

L’accordo prevede che la spazzatura capitolina arriverà nella nostra regione per un lasso di tempo di 30 giorni, durante i quali potranno essere trattate al massimo 300 tonnellate di indifferenziata al giorno che sarà suddivisa in due blocchi: il primo più grande, di 250 tonnellate arriverà a Chieti Scalo, il restate andrà a Sulmona.

“È stata scelta l’impresa teatina sulla scorta di accordi privati con l’Ama di Roma – spiega ad AbruzzoWeb Franco Gerardini, dirigente regionale del settore – questo è un impianto di recupero, e in quanto tale è in libera circolazione sul territorio nazionale e può accordarsi autonomamente con altre aziende. La Regione Abruzzo ne ha preso atto dell’accordo pregresso”.

La Cogesa, invece, che si occuperà della parte più piccola è stata scelta dopo accurati controlli, “scandagliando le aziende di smaltimento abruzzesi che avevano, però, difficoltà nel collaborare perché troppo piene”, spiega il dirigente.

Sulla delibera si parlerebbe anche di un accordo definito tra le parti sulle tariffe dello smaltimento,  158 euro per ogni tonnellata di rifiuti ricevuti.

“Abbiamo attivato anche un stretta collaborazione con l’Arta Abruzzo – conclude Gerardini – per fare tutti i controlli del caso”.