L’AQUILA – “E’ preoccupante la situazione economica dei consorzi in Abruzzo, salvo per i due di Chieti”.
Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, annunciando per domani la presentazione della bozza di riforma sia alle parte sociali, sia alla maggioranza. Secondo le verifiche fatte dall’assessorato è risultato invece che, rispetto al 31 dicembre 2009, la situazione patrimoniale, ad eccezione di Pescara, è abbastanza in equilibrio. “Così come – ha aggiunto Castiglione – l’attività di localizzazione delle imprese è ormai diminuita sensibilmente ed in certi completamente inesistente”.
“Inoltre, solo due consorzi forniscono direttamente servizi relativamente al ciclo delle acque, per le altre utilità si riscontra una forte disomogeneità e, comunque, la qualità dei servizi è definita inadeguata alle esigenze. La struttura organizzativa del personale è fortemente orientata all’urbanistica-gestione aree e progetti e molto meno ai servizi”.
In Abruzzo sono 7 i consorzi di cui tre in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Teramo e 1 quella di Pescara. Quarantadue i comuni che hanno sul proprio territorio comunale un’area destinata ad attività produttiva di competenza del consorzio Asi.
“Il dibattito sul superamento dei consorzi industriali – ha concluso l’assessore Castiglione – risale almeno agli anni ’90. Nel ’95 vengono temporaneamente commissariati. Ora il tempo dell’incertezza è finito. C’é bisogno di ridare all’Abruzzo attrattiva e una serie di strumenti tecnici e normativi in grado di rispondere alle sfide poste non soltanto dalle legislazioni comunitaria e nazionale ma anche a quella dei mercati globali”





