L’AQUILA – Resa dei conti tra seguaci e oppositori del rettore uscente dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, sullo sfondo del processo di riorganizzazione della sanità in provincia dell’Aquila, e in particolare nei rapporti tra strutture ospedaliere e Ateneo.

È infatti in corso una seduta, che si annuncia interlocutoria, della Commissione paritetica, organo misto tra la Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila e l’Università, per discutere della bozza del documento di riorganizzazione varato della direzione generale che ha suscitato polemiche a non finire.

Contestatissimo dai primari di provenienza universitaria è, in particolare, il declassamento di alcuni reparti a conduzione accademica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila con la trasformazione di unità operative complesse in dipartimentali e semplici, in attuazione di quanto viene richiesto dal decreto Balduzzi convertito in legge a fine 2012 sul taglio della spesa sanitaria.

Un processo di taglio e cucito delle unità operative stabilito secondo quanto spiegato dal direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Giancarlo Silveri, da precisi parametri nazionali.

Il piano portato alla luce da AbruzzoWeb ha evidenziato anche alcuni casi considerati clamorosi dagli addetti ai lavori come la falciatura del reparto di Oculistica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, un’eccellenza di livello regionale che genera mobilità attiva, ossia un flusso di pazienti e conseguenti fondi da fuori regione.

La convocazione della Commissione paritetica era stata richiesta a gran voce una decina di giorni fa, anche attraverso un incontro con i media, dal direttore del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), Edoardo Alesse, oppositore di Di Orio così come i docenti dell’Area clinica convenzionati con la Asl.

E aveva inizialmente stupito che l’appello fosse inoltrato non all’interlocutore naturale di professori universitari, appunto il rettore, ma allo stesso padre dell’atto aziendale, il direttore generale Silveri.

Un giallo presto risolto, questo, quando si è visto che i prof insorti appartengono alla schiera degli oppositori del rettore e temevano che l’uscente volesse favorire i suoi fedelissimi. Ecco perché hanno cercato un interlocutore terzo.

L’Università, infatti, da tempo si trova spaccata in due fazioni tra pro e contro Di Orio e lo scontro si è acuito con l’avvicinarsi della fase elettorale, visto che entro giugno sarà deciso il successore dell’uscente, che non potrà ricandidarsi dopo due mandati e 9 anni complessivi di governo, gli ultimi 2 ottenuti grazie ad altrettante proroghe.

Alla fine Silveri ha fissato la convocazione ma, da quanto si apprende da fonti interne alla direzione generale, non lo ha fatto certo per cedere alle pressioni che gli sono giunte dopo la rivolta dei primari universitari e anche di alcune istituzioni e personaggi politici, come le senatrici Stefania Pezzopane (Pd) ed Enza Blundo (M5s).

Il dibattito in Paritetica fa parte del percorso formale di definizione dell’atto aziendale e la Commissione Silveri l’ha convocata solo perché strettamente previsto dalla legge.

Le stesse fonti fanno notare che la normativa mette al riparo il manager da ogni interferenza perché l’atto aziendale è un’esclusiva sua e del presidente della Regione e deve essere sottoposto al parere obbligatorio della stessa direzione generale e di tutte le rappresentanze: Consiglio dei clinici, Sindacati, Comitato ristretto dei sindaci.

Solo dopo questi passaggi ci sarà la possibilità di presentarlo al territorio. Il “tavolo” di confronto chiesto dalla politica, in particolare dalle senatrici Pezzopane e Blundo  sarà quindi possibile solo in un secondo momento.

“La direzione generale sarà lieta di illustrarlo a chiunque vorrà”, spiegano fonti bene informate della Asl provinciale dell’Aquila.

Alla Paritetica di oggi per l’azienda sanitaria sono presenti il direttore sanitario Libero Colitti, la dottoressa Patrizia Masciovecchio e il dottor Loreto Lombardi, quest’ultimo tra l’altro faceva parte della equipe medica che ha operato il rettore Di Orio quando nei ,esi scorsi ha avuto un malore.

Per quanto riguarda l’Ateneo, ci saranno invece il professor Carlo Masciocchi in rappresentanza del Discab, il professor Giovambattista Desideri per il dipartimento di Medicina interna e sanità pubblica e il professor Claudio Ferri, presidente del Consiglio dei clinici d’Ateneo.

“Non vogliamo nessuna guerra, non vogliamo contrapposizioni ma vogliamo solo che sull’atto aziendale si facciano le cose serie secondo parametri ben stabiliti – spiegano a questo giornale esponenti degli oppositori del rettore – Servono scelte ragionate ed efficaci soprattutto in un momento come quello che vivono L’Aquila, la sua Università e il suo ospedale”. Alberto Orsini