L’AQUILA – Il voto elettronico in Consiglio regionale rimane un tabù.

A sostenerlo è il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo dopo la bocciatura della sua proposta di un emendamento che fissasse come modalità obbligatoria di votazione proprio quella elettronica.

In occasione dell’approvazione del nuovo regolamento del Consiglio, Acerbo ha proposto l’eliminazione della famosa modalità a “alzata di mano”, responsabile secondo il consigliere di “votazioni su provvedimenti a dir poco controversi, solitamente definiti ‘porcate’, che sono stati approvati senza che poi si potessero conoscere i nomi e i cognomi di chi aveva espresso il proprio voto a favore”.

“La prima ricetta – ha affermato Acerbo – contro la cattiva politica è che chi siede in Consiglio non possa nascondere la mano dopo aver espresso il voto e che sia tenuto ad assumersi le proprie responsabilità per le decisioni che assume.

“Dall’inizio di questa legislatura – ha proseguito – ho segnalato al presidente Nazario Pagano la questione, ma in Consiglio regionale si continua a votare per alzata di mano”.

“È incredibile che nella Regione Abruzzo trovino ostacoli provvedimenti elementari di trasparenza”.