L’AQUILA – “Ci sono 258 progetti di legge giacenti nei cassetti, che non sono mai arrivati in Commissione o che vengono continuamente rinviati”.
È una vera e propria stroncatura alla legislatura che volge al termine di Gianni Chiodi, quella arrivata dal gruppo consiliare del Partito democratico all’Emiciclo.
I NUMERI
Secondo il Pd, tra i progetti di legge ‘sospesi’, ce ne sono alcuni strategici per il futuro della Regione: dalla legge urbanistica (assegnata alle Commissioni 1.320 giorni fa) a quella sulle attività estrattive (1.030 giorni), dalla legge elettorale (1.000 giorni) alle norme in materia di edilizia residenziale pubblica (400 giorni).
“Esiste in Regione Abruzzo un blocco istituzionale e politico sia in Consiglio, che in Giunta, che non ha precedenti nei 40 anni di storia delle Regioni”, tuona il capogruppo Camillo D’Alessandro, sostenuto anche dai consiglieri Marinella Sclocco, Giovanni D’Amico, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Pangrazio.
“Il problema è che oggi vengono rinviate direttamente le sedute delle Commissioni – attaccano i democrat – tanto che martedì la Conferenza dei Capigruppo non si è potuta riunire perché non c’erano argomenti da inserire all’ordine del giorno del Consiglio regionale”.
LE PROPOSTE
“Chiediamo un cambio di rotta – ha aggiunge D’Alessandro – perché questo atteggiamento sta facendo perdere tempo prezioso all’Abruzzo. Per questa ragione abbiamo investito il vice presidente D’Amico a portare all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza la nostra ‘svolta di fine legislatura’”.
Tra le proposte avanzate dal gruppo del Pd, la modifica del calendario dei lavori all’Emiciclo (dal lunedì al venerdì e non dal martedì al giovedì come oggi), convocazione del Consiglio regionale ogni settimana (e non ogni due come avviene adesso), immediata calendarizzazione dei progetti di legge strategici tra cui le norme in materia edilizia, urbanistica, la riforma degli enti, il piano dei trasporti, l’housing sociale e il nuovo piano sanitario regionale, così da mettere fine al regime commissariale.
“C’è poi la vicenda – continua D’Alessandro – dei progetti di legge approvati e mai applicati, come le norme a sostegno delle imprese. O la questione della riforma degli enti, che a oggi, nonostante le leggi di riordino, non sono stati né sciolti, né liquidati: sono semplicemente commissariati da 4 anni, con la conseguenza di un blocco totale della loro operatività”.






