L’AQUILA – “Smentisco in maniera decisa e chiara che nelle casse del Partito socialista italiano d’Abruzzo siano transitati fondi da parte di Di Zio o di persone o società a lui collegate”.
Lo afferma in una nota il segretario regionale abruzzese del Psi, Massimo Carugno (nella foto), che il 22 settembre, giorno degli arresti di Rodolfo Valentino Di Zio e Lanfranco Venturoni per lo scoppio di “rifiutopoli”, una mezz’oretta dopo l’uscita della notizia fu il primo a rilasciare dichiarazioni contro la Giunta regionale, invitando Gianni Chiodi a dimettersi.
“All’atto del mio insediamento a segretario regionale, avvenuto il 23 ottobre 2009 – spiega oggi Carugno – non c’erano fondi in cassa se non quelli scarsi provenienti dalla quota di tesseramento proveniente dagli organi amministrativi nazionali del nostro Partito”
“Tantomeno sono risultati transiti in entrata e in uscita – prosegue – in epoca corrispondente al periodo indicato da Di Zio”.
“Se l’elenco di contributi elargiti da Di Zio, e pubblicati su un quotidiano abruzzese, dovesse corrispondere a verità – conclude Carugno – eventuali somme, che oggi vengono attribuite al Psi, sono state certamente erogate a titolo personale a persone che hanno parlato a nome del Psi Abruzzo, senza averne evidentemente né titolo né legittimità”.






