FOSSA – Entro l’inizio del 2012 il Comune di Fossa metterà in sicurezza la sua montagna, spianando un ostacolo tra i più importanti per cominciare la ricostruzione con un investimento di 4,5 milioni di euro.

La montagna sistemata prima delle case, insomma, e non potrebbe essere altrimenti: la parte più pericolosa delle rocce, sottoposte contemporaneamente al dissestro idrogeologico e al terremoto, incombe proprio sul centro abitato, e se non si mette in sicurezza quella, Fossa non potrebbe che morire.

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L’importanza dei progetti è spiegata dal sindaco, Luigi Calvisi, che con i tecnici ha individuato due priorità, suddividendo il territorio in due fasce, quella “A”, pericolosa e importante, e quella “B”, meno pericolosa e secondaria.

“Siamo stati tempestivi – gongola – e posso affermare che la montagna sarà messa in sicurezza prima dell’inizio della ricostruzione, e che quindi non avremo handicap”.

LA FASCIA “A”

“Nella fascia ‘A’ – spiega Calvisi – a causa delle scosse sono crollati parecchi massi. Durante l’emergenza, la Provincia di Trento ha fatto uno studio di massima per la messa in sicurezza, in base al quale abbiamo avuto il finanziamento della Protezione civile di 2,5 milioni”.

Un progetto molto complesso e dal nome complicato, “tomo-vallo con terre armate”, ma che consiste in una soluzione semplice e definitiva.

“Il tratto di strada sopra piazza Grande, nota come via Santo Spirito e sovrastata dal monte Circolo – afferma Calvisi  – avrà sulla sinistra, salendo, un buco profondo circa 6-7 metri che raccoglierà le rocce e i massi che cadono”.

Insomma un fossato tra le pendici della montagna e la strada, che conterrà il materiale franato senza che questo possa finire verso la carreggiata mettendo in pericolo le auto.

Una soluzione inevitabile, secondo il primo cittadino. “Le reti para massi – spiega – non avrebbero retto, né si poteva puntellare la roccia, perché il suolo si è sfaldato in profondità, e quindi quello del vallo, che andrà svuotato una volta ogni dieci anni, è l’unico sistema. Ci sarà una modifica non eccessiva della viabilità: chi starà in piazza vedrà più o meno quello che vede adesso, mentre chi sale sulla strada sulla sinistra per circa 500 metri avrà questo vallo, e nessuna rete”.

Questo progetto, afferma Calvisi, consentirà di mettere in sicurezza tutta la fascia A. “Io finisco di fare il sindaco la prossima primavera – ricorda – ma spero che nel 2011, al massimo all’inizio del 2012, sarà tutto risolto. Se riusciamo a fare entro quest’anno la gara europea, possiamo farcela”.

LA FASCIA “B”

Quanto alla fascia secondaria, Calvisi spiega che “stiamo intervenendo con un finanziamento regionale di 400 mila euro per fare alcuni studi e le reti para massi, che sono state messe adesso. Altri 650 mila euro verranno dalla legge 8 per mille e ulteriori 950 mila euro per il terremoto. Questi soldi – spiega – serviranno a posizionare soprattutto altre reti e a fare puntellamenti di rocce”.

Altri 126 mila euro, infine, saranno spesi per un altro tomo, “già appaltato, per riaprire il cimitero e proteggerlo da un masso – aggiunge il sindaco – Un progetto più semplice, ma fondamentale per riaprire il cimitero. I lavori cominceranno entro questo mese”.

Calvisi in conclusione ricorda ancora una volta l’importanza dei lavori sulla montagna. “Senza questi progetti – sostiene – Fossa sarebbe condannata alla morte. Abbiamo preso i soldi quando era il momento giusto, perché in questa fase non li avremmo mai presi”.