L’AQUILA – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e su conforme parere del ministero dell’Ambiente, ha impugnato la legge della Regione Abruzzo n. 39/2010 che detta il calendario venatorio per la stagione venatoria 2010/2011.

La legge regionale, secondo il governo, è censurabile relativamente ad alcune disposizioni, concernenti le specie cacciabili e i periodi di caccia, che si presentano in contrasto con le norme di riferimento contenute nella legge statale quadro n. 157/1992.

La Corte Costituzionale ha infatti affermato l’esistenza di limiti alla competenza regionale in materia di caccia, ritenendo che la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, di competenza esclusiva statale, debba essere considerata un valore costituzionalmente protetto in relazione al quale si rinviene l’esigenza insopprimibile di garantire su tutto il territorio nazionale soglie di protezione della fauna che si qualificano come «minime», e costituiscono un vincolo per le Regioni.

La legge quindi, secondo il Cdm, risulta invasiva della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.

Inoltre, il governo, su proposta del ministro Fitto e con il conforme parere del ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, ha impugnato la legge regionale dell’Abruzzo n. 38/2010, che contiene “Interventi normativi e finanziari per l’anno 2010”; due i profili oggetto delle critiche del governo.

La disposizione contenuta all’art. 2, fornisce un’interpretazione autentica del comma 2, dell’art. 34 della L.R. n. 17/2010, che a sua volta è stata oggetto di impugnazione governativa il 9 luglio 2010.

“Questa interpretazione autentica – osserva il governo – non supera i rilievi governativi formulati, bensì, nel precisare le modalità di deroga dall’obbligo di chiusura domenicale per gli esercizi commerciali, si pone ancora in contrasto con la normativa statale di riferimento, violando l’art. 117, comma 2, lett. e), in materia di tutela della concorrenza”.

Inoltre, il legislatore regionale all’art. 5, comma 4, ripropone una disposizione in materia di personale già prevista da una precedente legge regionale (l.r. n. 24/2010) e impugnata dal Consiglio dei ministri nella seduta del 17 settembre 2010.

“Anche in questo caso – osserva ancora il governo – l’odierna modifica non supera i rilievi governativi a sua volta sollevati in quanto continua ad essere prevista una proroga generalizzata dei contratti di collaborazione vigenti violando gli artt. 3 e 97 della Costituzione, per il mancato rispetto dei principi di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione”.

WWF: ”SODDISFATTI PER SCELTA DEL GOVERNO”

PESCARA – Il Wwf , in una nota, plaude all’iniziativa del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 39/2010 con cui la Regione Abruzzo aveva varato il calendario venatorio.

Il Wwf aveva inviato ad agosto una precisa richiesta al Governo sollevando nei minimi dettagli “le gravissime violazioni delle normative comunitarie e nazionali contenute nella legge, con particolare riferimento ai periodi di caccia”.

“Infatti – prosegue la nota – la legge regionale approvata il 3 agosto, su 30 specie cacciabili, per ben 12 prevede periodi di caccia più lunghi rispetto a quanto dettato dalla Commissione Europea. Inoltre l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) aveva chiesto alla Regione di introdurre particolari precauzioni su 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo, ma quest’ultima non ha seguito queste indicazioni”.

La Regione ha varato il calendario venatorio direttamente con legge regionale dopo le due pesanti sconfitte al Tar dello scorso anno.

“Un escamotage per evitare nuovi ricorsi  – si legge nella nota – visto che le associazioni non possono impugnare davanti al tribunale amministrativo le leggi. Approfittando di questo fatto e infischiandosene delle precise osservazioni presentate dal Wwf in consiglio regionale in commissione, anche durante un’audizione, hanno pensato bene di introdurre periodi di caccia completamente in contrasto con le normative comunitarie in materia di tutela delle specie”.

Il Wwf ha subito inviato un dettagliatissimo documento al Governo chiedendo di impugnare queste norme.

“Nel frattempo – conclude la nota – Mauro Febbo ha continuato ad attaccarci. Ora dovrebbe chiederci scusa e ridare almeno la delega alla caccia visto che continua ad accumulare censure come mai si era verificato nella storia della caccia nella regione”.

Domani, a latere della conferenza stampa sull’acqua in programma a Pescara alle 11 presso il Caffè Letterario, il Wwf lancerà un appello” affinché la Regione Abruzzo torni immediatamente sui suoi passi anche perché la fauna che viene uccisa con le attuali norme regionali non può attendere i tempi del giudizio costituzionale”.  

FEBBO: “FINALMENTE WWF PLAUDE A GOVERNO BERLUSCONI”

PESCARA – “Non credo debba scusarmi di nulla – afferma l’assessore con delega alla caccia, Mauro Febbo – in quanto, come già sa lo stesso Wwf, la mia proposta di legge sul nuovo calendario venatorio è stata totalmente stravolta dal Consiglio regionale. Non solo ma quella stessa legge è stata votata in Consiglio da tutto il Partito democratico e la stessa Italia dei Valori non ha espresso dissenso decidendo di astenersi”.

“In ogni caso – ha chiarito l’assessore – gli uffici del mio assessorato hanno subito mosso dei rilievi tanto è vero che, a tal proposito, esiste una proposta di legge di modifica che, dopo l’ok in Commissione, già due volte è andata all’esame del Consiglio ma non riesce ancora ad essere approvata”.

In merito all’impugnazione da parte del Governo, l’assessore Febbo afferma che di non essere “affatto sorpreso poiché sono questioni che ben conoscevano e quindi non c’è nulla di trascendentale”.

“Piuttosto – ha fatto notare l’assessore Febbo – per una volta, ed è questa l’unica novità, il WWF è d’accordo con il Governo Berlusconi”.

GALLO (LAC): “LEGGE INOPPUGNABILE, SCORRETTEZZA POLITICA”

PESCARA –  Dopo che il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge della Regione Abruzzo n. 39/2010 che detta il calendario venatorio per la stagione venatoria 2010/2011, arrivano le reazioni delle associazioni ambientaliste. Anna Marina Gallo, delegata responsabile Abruzzo della Lega per l’Abolizione Caccia (Lac), dichiara:  “L’anno scorso il governo regionale è stato sconfitto per ben due volte dai ricorsi al Tar delle associazioni ambientaliste e animaliste a causa di provvedimenti amministrativi ritenuti illegittimi.

“Quest’anno – spiega – con una scorrettezza politica che non ha precedenti, la Regione Abruzzo si è subdolamente sottratta al giudizio del Tribunale Amministrativo Reionale (Tar) approvando il calendario venatorio con una legge, che non è impugnabile dalle associazioni, anziché una delibera, impedendo di fatto alle associazioni di tutelare gli interessi della collettività”.

ANIMALISTI ITALIANI: “CHIODI IMPEDISCA A FEBBO ULTERIORI INIZIATIVE ILLEGITTIME”

PESCARA – “La politica regionale in materia di gestione della fauna selvatica è sempre stata inconsistente ma negli ultimi anni si è riusciti a fare di peggio. Quello che chiediamo oggi è un’assunzione di responsabilità per tutti i consiglieri regionali che da subito devono provvedere a correggere il calendario venatorio rispettando la legge ed i cittadini non cacciatori e le richieste del mondo scientifico”.

Ad affermarlo, Marialucia Santarelli, delegata Abruzzo dell’associazione “Animalisti Italiani Onlus”.

“Un appello – aggiunge – lo rivolgiamo al Governatore Chiodi affinché impedisca all’assessore alla Caccia Mauro Febbo ulteriori iniziative sulla caccia sconsiderate e illegittime”.