L’AQUILA – Una conversazione “serena”. Così l’ex assessore all’Ambiente Daniela Stati ha definito l’interrogatorio tenuto questa mattina con i giudici della Procura di Pescara nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti che ha coinvolto altri importanti esponenti del panorama politico regionale e nazionale, come l’ex assessore alla Sanità Venturoni (ai domiciliari), i senatori Di Stefano e Tancredi e il sindaco di Teramo Brucchi (per tutti avviso di garanzia, e l’imprenditore finito ai domiciliari Rodolfo Di Zio.

Il consigliere regionale del gruppo Misto, raggiunta anch’essa da avviso di garanzia, ha avuto parole di fuoco per i suoi ex colleghi di partito, definiti senza mezzi termini “banda di delinquenti”. “Ho visto tanta solidarietà per Venturoni. Per non c’è stata. Vuol dire che sono un assessore di serie b” ha dichiarato la Stati uscendo dalla Procura.

Dopo il documento diramato dopo il vertice del Pdl il presidente Gianni Chiodi è tornato sulla bufera giudiziaria: “non sono indagato” ha tenuto a precisare il governatore dopo alcune notizie di stampa. “questa amministrazione regionale non ha mai compiuto un atto formale in favore della realizzazione dell’impianto oggetto delle indagini” ha aggiunto Chiodi.

Infuria la polemica del Partito democratico: il segretario regionale Silvio Paolucci ha dichiarato che “Venturoni deve dimettersi. Se non lo fa Chiodi deve ‘licenziarlo’’’, mentre a Montesilvano i segretari provinciali e comunali del Pd,  rispettivamente Castricone e Beccia hanno chiesto le dimissioni del sindaco Cordoma, coinvolto dall’inchiesta.

CHIODI: “NON SONO INDAGATO”

L’AQUILA – In merito alle notizie stampa apparse oggi su quotidiani nazionali e locali il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Negli atti della magistratura non si è mai parlato di un mio coinvolgimento diretto in relazione a fatti illeciti. Tutto questo risulta evidente dopo approfondite indagini svolte dalla magistratura che si sono sviluppate nell’arco di un biennio. Pertanto, non sono indagato. Lo ribadisco ancora una volta: io ero solo a conoscenza delle pressioni che l’assessore Stati aveva da esponenti politici del territorio. In merito alla posizione del Presidente del Consorzio rifiuti di Lanciano, io ho sempre detto alla Stati che ero favorevole al commissariamento solo se esistevano le condizioni di legge e, quindi, di andare avanti nell’assoluta legalità visto che lo stesso Presidente del Consorzio, il cui mandato era scaduto da molto tempo, non convocava da tempo l’assemblea dei soci perché, probabilmente, temeva di non essere confermato nella carica”.

“Nulla di più. Tengo a precisare che questa amministrazione regionale non ha mai compiuto un atto formale in favore della realizzazione dell’impianto oggetto delle indagini. Con questo governo regionale l’Abruzzo ha raggiunto notevoli risultati ed è per questo che sono sempre più convinto nel portare avanti il progetto di risanamento che permetterà agli abruzzesi di avere una regione fuori dai debiti e con un sistema sanitario efficace e di qualità”.

“Ecco perché il tentativo mediatico di coinvolgermi comunque in questa vicenda mi lascia profondamente amareggiato. Continuerò ad esercitare il mandato che mi è stato attribuito dagli abruzzesi con la stessa serenità e determinazione che mi ha contraddistinto in questi anni di onorata carriera politica all’insegna della trasparenza e assoluta legalità”.

 DANIELA STATI PER DUE ORE DAI GIUDICI

PESCARA – È durato due ore il colloquio tra i giudici di Pescara e l’ex assessore all’Ambiente, Daniela Stati (nella foto durante l’ultimo Consiglio regionale mentre parla ai comitati aquilani), arrivata a sorpresa questa mattina in Procura per essere ascoltata.

Da quanto si apprende a Palazzo di Giustizia, la Stati avrebbe chiesto di conferire con i Pm per chiarire la sua posizione dopo gli arresti per l’inchiesta dei rifiuti dei giorni scorsi.

Al termine del vertice, fonti della Procura hanno definito le sue dichiarazioni “interessanti”, mentre la Stati, che resta consigliere regionale nel gruppo misto, ha annunciato che continuerà a fare politica.

Secondo quanto è emerso dalle carte nelle intercettazioni, l’ex assessore avrebbe detto, riferendosi all’assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, e ad alcuni referenti politici, tra i quali il senatore Pdl, Fabrizio Di Stefano, che erano “dei delinquenti”.

“È vero, vedo tanta solidarietà a Venturoni, beato lui – ha dichiarato la Stati, accusata di favoreggiamento e già indagata per l’inchiesta su Abruzzo Engineering lo scorso agosto – Sono tranquilla e serena, risponderò ai giudici che ho imparato da questa vicenda che ci sono assessori di serie A e di serie B, ed è evidente che io ero un assessore di serie B, di una serie che non serviva a nessuno”.

CONCLUSO L’INTERROGATORIO DELLA STATI

PESCARA – È durato circa due ore e mezzo l’interrogatorio in Procura a Pescara dell’ex assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Daniela Stati, accusata con l’accusa di favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta rifiutopoli.

La Stati ha chiarito la sua posizione riguardo all’accusa che le viene contestata, rendendo anche varie dichiarazioni ritenute molto interessanti ai fini delle indagini.

“È stata una conversazione serena – ha detto al termine dell’interrogatorio l’ex assessore – con una magistratura serena che attentamente legge gli atti. Sono serena anch’io”.

Riguardo alle pressioni che avrebbe ricevuto e di cui avrebbe parlato anche con il presidente Chiodi, la Stati ha detto che “le indagini non sono chiuse, io non posso parlare di questa vicenda. So soltanto – ha sottolineato – che ho chiarito la mia posizione, ma posso parlare della politica, di quella politica che tanto male mi ha fatto e tanta solidarietà, anche a livello nazionale, oggi dà a un assessore che lo era tanto quanto me”.

“Oggi Quagliarello – ha aggiunto l’ex assessore – ieri tutta la politica nazionale si è scomodata per un assessore in difficoltà. Perché per Daniela Stati nessuno si è scomodato? Servivo tanto quanto gli altri assessori? O io davo così tanto fastidio?”.

“Beh – ha continuato – se qualcuno pensava di aver tirato fuori Daniela Stati dalla politica, con le unghie e con i denti difenderò il mio cognome e territorio. Con questa serenità vado avanti”.

“Ricomincio da capo – ha detto – con la gente che mi vuole bene, con la gente perbene”.

Nell’interrogatorio davanti al pool di magistrati, formato dal procuratore capo, Nicola Trifuoggi, e dai sostituti, Gennaro Varone e Annarita Mantini, la Stati era assistita dall’avvocato Alfredo Iacone.

QUAGLIARIELLO: ”SI COMMISSARIA LA DEMOCRAZIA”

L’AQUILA – “In Abruzzo da oltre due anni si assiste al tentativo della magistratura di commissariare la politica e la democrazia”.

Lo afferma Gaetano Quagliariello, vice capogruppo vicario del Pdl al Senato che, in un’intervista al Tempo, sostiene che “se c’é una riflessione da fare sul rapporto tra giustizia e politica non si può prescindere dall’Abruzzo. Dal ‘caso Abruzzo’, perché ormai di questo si tratta”.

“Io trovo che sia legittimo – dice ancora Quagliariello – che la magistratura controlli la politica, ma questo potere di controllo non può essere irresponsabile”.

MASCITELLI (IDV): “DA QUAGLIARIELLO PAROLE FARNETICANTI”

L’AQUILA – “Dopo le prime dichiarazioni di facciata sulla fiducia nell’operato della magistratura, ora gli esponenti del centrodestra hanno gettato la maschera – svelando un evidente nervosismo con la riscoperta in Abruzzo di un sistema di intrecci tra politica e malaffare che li vede coinvolti mani e piedi – e sono passati alla fase di delegittimazione e denigrazione della magistratura”.

E’ quanto afferma il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, dopo le dichiarazioni del senatore Quagliariello rilasciate duante un’intervista.

“Nessuno – aggiunge Mascitelli – si aspettava da Quagliariello parole che richiamassero i suoi ad un rispetto delle istituzioni e ad un dovere etico nei confronti della nostra comunità visto che milita in un partito il cui fondatore è imputato per corruzione in atti giudiziari ed il cui coordinatore nazionale, Denis Verdini, è inquisito per corruzione, ma da qui a voler imporre anche in Abruzzo il teorema della Magistratura politicizzata offende la dignità della popolazione abruzzese che sta ancora pagando le conseguenze dei danni prodotti dal partito dei soldi, nel quale il centrodestra è coinvolto da tempo”.

“Noi – ha concluso il senatore IdV – vigileremo attentamente e se dovessero continuare questi messaggi intimidatori nei confronti del lavoro della magistratura a cui vanno garantite indipendenza e autonomia, chiederemo al ministro della Giustizia di riferire in Parlamento su tutte le interferenze e le ingerenze indebite che vanno ad ostacolare il lavoro dei giudici”.

CORDONI, IDV TERAMO: “SITUAZIONE DESOLANTE”

TERAMO – “Se le notizie che si rincorrono di ora in ora sulla vicenda rifiuti in Abruzzo e a Teramo sono confermate, davanti a noi si presenta una situazione desolante e non è sufficiente tutta la nostra buona volontà per riuscire a trovare un briciolo di motivazione, ma anzi ci si sente frastornati e umiliati dallo spettacolo che questa classe politica sta dando davanti al Paese. Il popolo d’Abruzzo non merita una tale umiliazione”.

A scrivere è il capogruppo dell’Idv al Comune di Teramo Siriano Cordoni.

“Alla luce di questi eventi si chiariscono tutte quelle zone oscure a cui abbiamo fatto riferimento decine di volte in questi mesi, nei dibattiti consiliari e sulla stampa. Ombre che si allungavano sulle varie delibere con la, spero, inconsapevole complicità dei consiglieri di maggioranza che più di noi dell’opposizione avrebbero dovuto fungere da  controllo, abdicando al loro ruolo di verifica e diventandone, ripeto spero, inconsapevoli complici. Mi auspico che mettano finalmente da parte la boria e la presunzione di voler “insegnare” ad altri come si amministra”.

“Negli anni precedenti il centro sinistra ha guidato con onore e dignità questa città, programmandone lo sviluppo con le principali opere che in questi giorni stanno vedendo la luce e lasciando a Chiodi & Co. la bellezza di 6 milioni di euro di avanzo di amministrazione. Venivamo derisi, per non essere stati in grado di spendere quei soldi. Ricordo i sorrisetti sotto i baffi dei vari amministratori, loro sì che sapevano e sanno come si spendono le risorse dei cittadini!”.

“Ora si capisce perché l’allora sindaco Chiodi volle a tutti i costi modificare lo statuto della Team(mentre era in discussione un nostro ricorso al Tar Abruzzo per al nomina del componente del consiglio nella società),  solo in questo modo infatti potè costituire una nuova società la Teamtec che avrebbe dovuto portare a Teramo la moderna tecnologia dello smaltimento dei rifiuti, tanti nuovi posti di lavoro e tanta nuova economia (non si sà, o forse si comincia a sapere troppo bene, per chi). Solo che la Teamtec, nonostante abbia avuto l’incarico di costruire il nuovo bioessiccatore è ancora una società non attiva, come risulta dall’ultima visura effettuta, tanto che ci si chiede come possa una società inattiva avere l’incarico della costruzione di un bioessiccatore da 16 milioni di euro”.

“Ora si capisce perchè per un lungo periodo il presidente della Team e della Teamtec sia stata la stessa persona. Controllore e controllato, “due per uno” come nelle migliori offerte”.

PDL: ”ACCUSE INFONDATE CON FANTASIOSI TEOREMI”

PESCARA – Il Coordinamento regionale e il Gruppo consiliare del Popolo della Libertà alla Regione Abruzzo, alla luce di quanto è dato sapere relativamente all’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto dell’assessore regionale Lanfranco Venturoni e all’emissione di alcuni avvisi di garanzia notificati ad esponenti di primo piano del partito, si dichiara “assolutamente convinto dell’infondatezza ed inconsistenza delle accuse mosse ed esprimere pertanto loro la più ampia solidarietà”.

“Non v’è dubbio alcuno, almeno allo stato dell’arte, che l’impianto accusatorio messo in piedi dagli inquirenti si fondi su fantasiosi teoremi che non registrano alcuna commissione di reato nelle varie ipotesi contestate. Manca in altre parole il richiamo a fatti precisi che dimostrino che ci sia stata una violazione di legge o quantomeno un tentativo di violarla. Il giudizio che in tutta coscienza e senza alcun tipo di condizionamento dettato dall’appartenenza si vuole quindi dare sulla vicenda è che si sia di fronte ad una forzatura circa il ruolo che la Magistratura dovrebbe esercitare secondo il dettato costituzionale”.

“È assolutamente legittimo che la Magistratura eserciti un controllo sulle azioni della politica, ma questo potere non può spingersi oltre i limiti assegnati dalla legge o addirittura travalicare fino a sostituirsi alla stessa politica, come si riscontra nella ordinanza giudiziaria nella quale sono contenuti addirittura giudizi non sui comportamenti ma sulle scelte di programma del governo regionale”.

“Nel rispetto pertanto del ruolo assegnato alla politica dalla Carta Costituzionale e del mandato popolare, il Popolo della libertà dichiara incondizionata fiducia al governo regionale e al presidente Chiodi, sottolineando come sia necessario ancor più continuare nell’azione riformatrice intrapresa in questa legislatura e respingendo come inopportuna, dannosa e strumentale per l’Abruzzo la pretesa di dimissioni”.

“Sappiano, coloro che le chiedono, che il Popolo della libertà sente come impegno morale prioritario in questo momento assicurare a questa regione martoriata anzitutto la governabilità di cui ha bisogno richiamando su questo imperativo il senso di responsabilità di tutta la classe politica”.

PICCONE (PDL): “INDIGNATO DA USO INTERCETTAZIONI”

L’AQUILA – “A proposito dell’inchiesta in corso presso la Procura di Pescara, dalla lettura delle notizie di stampa constato con profonda indignazione che persiste il tentativo di accreditare un mio presunto (e inesistente) interessamento alla realizzazione di un termovalorizzatore sul territorio abruzzese, l’esercizio di pressioni in tal senso e addirittura fantasiosi ‘scambi'”.

Lo dichiara il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del PdL in Abruzzo.

“Tali comportamenti – prosegue -, secondo quanto riferito dagli organi di informazione, mi vengono attribuiti in maniera apodittica e assertiva negli atti di indagine, sulla base di intercettazioni telefoniche dell’ex assessore Daniela Stati. Sono certo che Daniela Stati, che ben conoscendo la situazione sa quanto tali ricostruzioni siano destituite di ogni fondamento, avrà modo di correggere l’inter pretazione delle sue conversazioni telefoniche, o in alternativa ammettere l’assoluta millanteria del loro contenuto, e per carità di patria mi astengo dal formulare ulteriori ipotesi”.

“Sono altresì certo che la Procura della Repubblica di Pescara, così solerte nel selezionare intercettazioni della signora Stati con soggetti terzi diversi da me e utilizzarle per trarre su di me improprie conclusioni, aprirà prontamente un’inchiesta sulla strumentale propalazione di tali conversazioni, e per meglio definire la vicenda e sottrarla a impropri utilizzi, vorrà al più presto divulgare tutte le telefonate dell’ex assessore Stati sulla questione termovalorizzatori”.

“Ivi compresa l’unica conversazione intercorsa con il sottoscritto, che alla richiesta di indicazioni di Daniela Stati su come regolarsi su tale materia, veniva da me invitata a rivolgersi al presidente della Giunta regionale e al gruppo consiliare di appartenenza. Oggi stesso – conclude Piccone – vedrò il mio avvocat o per va lutare ogni azione legale che sia opportuno intraprendere a tutela non solo del mio nome e del partito che rappresento in questa regione, ma anche in difesa della mia famiglia e in particolare di mio padre, che dopo aver faticato cinquant’anni per costruire un’attività imprenditoriale dalla storia cristallina, non merita di vederla infangata dagli schizzi di una lotta politica che sta smarrendo ogni dignità”.

PAOLUCCI (PD): “VENTURONI SI DIMETTA O CHIODI LO ‘LICENZI’ “

PESCARA – “L’assessore Venturoni ha il dovere di rassegnare subito le dimissioni. Se non arrivano, Chiodi ha il dovere di ‘licenziarlo'”.

Lo afferma il segretario del Pd Abruzzo, Silvio Paolucci, commentando la notizia secondo cui Venturoni non sarebbe intenzionato a dimettersi.

“Le dimissioni vanno presentate senza giri di parole né bizantinismi – dice Paolucci – nessuno pensi di scherzare con le istituzioni ridimensionando o irridendo i fatti contestati come appare dalle dichiarazioni degli uomini di vertice della Pdl abruzzese. Rimanendo sul terreno squisitamente politico, ciò che emerge con chiarezza è che lo sbandierato ‘sistema Teramo’ tutt’uno con il ‘sistema Pdl’ in Abruzzo è in netto contrasto con i valori della legalità e del corretto esercizio delle funzioni pubbliche”.

“Se non dovessero arrivare spontaneamente le dimissioni di Venturoni – conclude Paolucci -, Chiodi avrebbe il dovere di ‘licenziarlo’ per rispetto degli abruzzesi e dell’istituzione che presiede, e di chiarire se è dentro questo sistema, come sembra, e se intende tirarsene fuori”.

MONTESILVANO, IL PD: “CORDOMA SI DEVE DIMETTERE”

MONTESILVANO – “Per la città di Montesilvano emerge un quadro desolante. Dopo tutte le inchieste che lo coinvolgono e dopo la campagna elettorale basata sulla legalità, il sindaco Cordoma farebbe bene a dimettersi e far tornare Montesilvano alle elezioni”.

Lo affermano il segretario provinciale del Pd Antonio Castricone e il segretario cittadino Luigi Beccia.

“Ciò che è ancor più sconcertante – continuano Castricone e Beccia – è che le ultime intercettazioni descrivono un rapporto totalmente ribaltato fra pubblico e privato. Magari questa inchiesta cancellerà il proposito di Cordoma di costruire un inceneritore a Montesilvano: il Partito Democratico continuerà a battersi contro questa ipotesi. Ma intanto Cordoma rassegni le dimissioni”.

ACQUISITA NUOVA DOCUMENTAZIONE ALLA ”TEAM” DI TERAMO

Intanto, la squadra mobile di Pescara ha acquisito ulteriore documentazione alla ‘Team’ di Teramo nell’ambito dell’inchiesta della procura pescarese sulla realizzazione di un inceneritore a Teramo.

WWF: “INCHIESTA FA VERGOGNARE ABRUZZESI”

PESCARA – “Serve una vera inversione di rotta ed una classe politico-amministrativa capace di fare questa inversione”.

Così il Consigliere nazionale Wwf Italia Dante Caserta sull’inchiesta sui rifiuti che ha provocato una nuova bufera giudiziaria in regione.

“Il quadro che sta emergendo dall’inchiesta ‘Re Mida’ condotta dalla Procura di Pescara fa vergognare di essere abruzzesi. Naturalmente le inchieste della magistratura dovranno dimostrare le responsabilità dei singoli, ma le intercettazioni pubblicate dai giornali non lasciano dubbi sui metodi che hanno retto la gestione dei rifiuti in Abruzzo”.

“In particolare l’ormai evidente volontà di realizzare inceneritori solo ed esclusivamente per favorire questo o quel gruppo di potere chiarisce, se mai ce ne fosse bisogno, che coloro che inseguono l’incenerimento come unico destino finale dei rifiuti lo hanno fatto e lo fanno per propri tornaconti personali, incuranti di quelle che sono le pesanti ricadute sull’ambiente e sulla salute dei cittadini”.

“Per il Wwf ora sarebbe fin troppo facile ricordare le tante denunce presentate negli anni per la gestione scriteriata di discariche ed impianti di trattamento, gli appelli a lavorare per incrementare la raccolta differenziata, i dubbi sollevati per il fatto che un soggetto privato fosse praticamente onnipresente in tutti gli impianti di trattamento rifiuti, la battaglia in difesa di quella soglia del 40% di raccolta differenziata minima da ottenere prima di parlare di ‘recupero energetico’”.

MURIANA PRENDE LE REDINI DELLE INDAGINI

PESCARA – Passano da Nicola Zupo a Pierfrancesco Muriana le redini dell’indagine su rifiutopoli.

Capo della squadra mobile di Ascoli Piceno ed ex vice di Zupo a Pescara, Muriana nelle prossime settimane guiderà la delicatissima inchiesta esplosa con l’arresto ai domiciliari di Lanfranco Venturoni e Rodolfo Di Zio e con gli avvisi di garanzia ad altri personaggi eccellenti.

Il nome di Muriana raccoglie il gradimento di magistrati, detective, del dirigente che ha guidato la fase iniziale delle indagini e del questore Paolo Passamonti.

Zupo, che da martedì lascerà ufficialmente la città per frequentare il corso di primo dirigente a Roma, ha comunque assicurato la sua supervisione dell’inchiesta nei giorni liberi del fine settimana.

Notevole è stato l’impulso che ad Ascoli Piceno Muriana ha dato all’attvità della squadra mobile sul fronte della criminalità comune e dei reati contro la persona.

Con il via libera del Viminale, l’avvicendamento dovrebbe avvenire con procedura d’urgenza senza attendere il protocollo ufficiale.

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