L’AQUILA – Durante la prima udienza in corte d’Assise all’Aquila per Antonio Di Bucci e Rita Guerra, a giudizio con l’accusa di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere del cameriere di Ateleta (L’Aquila), Giuseppe Petrilli, è stato fissato il calendario per le udienze necessarie all’escussione dei testi, degli organi di polizia giudiziaria e dei consulenti tecnici d’ufficio.
L’eccezione sollevata dai legali di Di Bucci e Guerra, avvocati Marino e Merlino, relativamente alla nullità del decreto di citazione, poiché nella sostanza ripeteva il decreto già annullato dal gup del Tribunale di Sulmona, Massimo De Cesare, è stata respinta.
I fatti risalgono al 7 dicembre del 2003, quando il corpo di Giuseppe Petrilli fu trovato carbonizzato nell’auto. Inizialmente si pensò a un incidente, poi le impronte sulla neve fresca e il corpo di Petrilli rinvenuto all’interno del bagagliaio della Fiat Panda, oltre all’incendio dell’auto, indussero gli investigatori a seguire la pista dell’omicidio.
I primi riscontri arrivarono dall’autopsia effettuata qualche mese dopo il fatto, quando emerse che Petrilli era morto in seguito a un colpo alla testa.
Il movente dell’omicidio fu attribuito alla relazione tra Antonio Di Bucci e Rita Guerra, moglie della vittima. Per Di Bucci rimane in vigore la misura del divieto di recarsi nel territorio di Ateleta.






