L’AQUILA – Atmosfera grigia e non solo per il cielo sopra San Gregorio, frazione a pochi chilometri dall’Aquila dove Orjeta Boshti viveva insieme al suo compagno.
Entrambi sono stati ammazzati giovedì pomeriggio dall’ex marito di lei, Burhan Kapllani, un’esecuzione più che un delitto che ha sconvolto L’Aquila.
E il duplice omicidio ha portato tristezza e sconforto anche nel piccolo paesino dell’Aquilano, già segnato dalla violenza del terremoto del 6 aprile 2009.
Per rendersene conto basta fare un giro tra la gente che al sabato mattina affolla la piazzola commerciale vicino al campo sportivo dedicato ai piccoli Davide e Matteo Cinque, uccisi dal sisma insieme alla loro mamma Daniela Visione, moglie del pediatra Massimo Cinque.
Le parole che escono dalle bocche dei cittadini sono poche e quasi tutte di circostanza, salvo quelle più intense dedicate ai quattro figli della 36enne rimasti orfani di mamma e con un papà assassino dietro le sbarre.
“Una brutta storia, in un attimo quell’uomo ha distrutto tante vite”, dice un’anziana signora con un filo di voce e in mano una busta con il pane fresco.
“Penso a quei poveri figli senza più la mamma – commenta un giovane dai capelli lunghi – anche se non credo che un simile dolore possa mai svanire”.
I figli di Orjeta sono nella casa dove fino a pochi giorni fa giocavano con la giovane e bellissima madre. A occuparsi di loro, i genitori della vittima che, però, parlano solo albanese, e i due zii.
LA SOLIDARIETA’ DEL PAESE PER IL FUNERALE
L’ultimo viaggio di Orjeta e Huna verso l’Albania costa molto, 5 mila euro per le esequie.
Per questo, alcune persone vicine alla famiglia di lei stanno cercando di raccogliere la cifra necessaria per riportare a casa le due vittime dopo l’autopsia prevista per lunedì prossimo.
Un piccolo gesto di solidarietà per regalare il giusto riposo a una giovane coppia spazzata via dalla folle gelosia.
Il sentimento osserssivo di un uomo, che, da quanto si è appreso, negli ultimi tempi diventato violento anche con le figlie a causa della separazione da Orjeta, colpevole secondo lui di aver disobbedito all’ordine di non far entrare in casa il nuovo compagno.
I legali della famiglia della vittima sono Guglielmo Santella e Pina Meco.






