L’AQUILA – “De Matteis è un uomo politico inutile che pur di vedere la mia amministrazione in difficoltà, si batte contro gli interessi della città”.

È ormai uno scontro senza limiti quello che vede contrapposti il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il suo sfidante al ballottaggio alle scorse amministrative, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis.

Il primo cittadino, come capita spesso, ricorre al suo mezzo pubblico preferito per far sentire la sua voce: Facebook.

Sulla sua bacheca non lesina critiche a De Matteis, prendendo a spunto la polemica di questa mattina sulla riapertura degli impianti sciistici di Campo Imperatore.

Per Gdm la funivia non era in sicurezza, e quindi la stagione non poteva partire, per il direttore degli impianti, Dino Pignatelli, invece, i documenti attestano la regolarità dell’apertura.

Cialente mena in maniera durissima, affermando che quelle di De Matteis sono “chiacchiere farneticanti da bar”.

La replica di De Matteis non si fa attendere. In una nota nella quale fa una serie di domande ironiche al suo avversario, bollandolo come “farneticante”.

IL POST DI CIALENTE SU FACEBOOK

Di solito non rispondo alle spesso deriranti, vacue, dichiarazioni del Vice Presidente del Consiglio Regionale e mancato Sindaco Giorgio De Matteis. Non lo faccio perché sono abituato ed appassionato al dibattito politico e non alle chiacchiere farneticanti da Bar. Ma questa volta voglio fare un’eccezione ed aprire una riflessione con voi, amici di fb.

Tutti ormai sanno che il Centro Turistico è allo stremo, in seguito alla folle assunzione di 35 dipendenti voluti da Tempesta e centro destra, compreso quindi anche De Matteis, uomo forte di quell’alleanza politica, e dall’allora Presidente Piero di Piero. Al momento del mio insediamento trovai che l’allora assessore al Bilancio Giancarlo Silveri, attuale Direttore Generale ASL (potete chiedergli se è vero), si era rifiutato di approvare il bilancio del Centro, e Tempesta aveva condiviso. Infatti quando mi insedia il bilancio non era approvato. Perché io approvai il bilancio, assumendomi di fatto una enorme responsabilità? Perché se non l’avessi approvato (è successo lo stesso con tutte le altre aziende), avrei dovuto portare i libri in tribunale per aprire le procedure fallimentari.

Questo avrebbe significato due cose: l’immediato licenziamento di 35 lavoratori (gli autoferrotranvieri non godono di cassa integrazione) nonché la vendita, e quindi lo smembramento, di tutte le proprietà del Centro Turistico. Cosa questa che avrebbe decretato la fine di qualsiasi ipotesi di rilancio del turismo su quel tesoro che è, potenzialmente, il Gran Sasso. Adesso stiamo lavorando come matti per avere questo rilancio entro il mese di febbraio, altrimenti saremo costretti ad andare in tribunale, ma sono ottimista.

Comunque quello che ho scritto spiega perché mi sono sempre battuto come un leone per tenere in vita il Centro Turistico, riuscendo tutti gli anni anche a svolgere comunque la stagione e soprattutto pagando 35 stipendi con tredicesime e , tranne quest’anno , anche le quattordicesime. Risolto lo scorso anno il problema collaudo funivia (per il quale trovai miracolosamente i 3, 5 milioni necessari che il CTGS non aveva mai accantonato), quest’anno vi era il problema Fontari.

Tutti sappiamo che è un impianto obsoleto, che conviene cambiare, e che comunque richiede un intervento per almeno due milioni di euro. Quest’anno questi soldi NON C’ERANO. Allora abbiamo deciso di investire (con i salti mortali) quanto potevamo, attuando una procedura di progressivi interventi, tutto secondo legge e sempre guardando alla sicurezza. Se non avessimo fatto così, e quindi non riaprendo, il CTGS sarebbe morto del tutto. E da un mese la città avrebbe altri 35 disoccupati. Avremmo potuto aprire anche il 16 dicembre, se una sconsiderata iniziativa di due operai, non avesse indotto l’USTIF a rinviare il collaudo. Ora l’obiettivo è rifare nel 2013 il nuovo impianto, ma nel frattempo anche questa stagione saremo aperti. Spero, se il tempo sarà buono ed avremo neve, di poter così pagare stipendi e tredicesima arretrata.

L’odierna apertura dovrebbe quindi essere per tutti una buonissima notizia. Certo si può ancora recriminare sul ritardo, addossarne a me le colpe (più di questo non potevo fare e se non avessero commesso la sciocchezza quei due avremmo avuto un Natale con gli impianti aperti), ma comunque tutti gli aquilani oggi dovrebbero tirare un sospiro di sollievo.

De Matteis no. Tramite quelche dirigente regionale, riceve una lettera del Ministero, superata dalla autorizzazione ricevuta invece ieri per l’esercizio, e fa una conferenza stampa, con l’obiettivo di indurre anche la Regione ed il Ministero a non far aprire, chiedondo al sottoscritto di non aprire gli impianti. Gongolando felice. Tanto che gli frega dei lavoratori del centro turistico, degli operatori turistici, dell’immagine della città, dei cittadini che amano sciare a Campo Imperatore?

L’odio di parte che muove questo pseudopolitico aquilano è tale che pur di vedere la mia amministrazione in difficoltà, si batte contro gli interessi della città. Ricordate la storia del Re Salomone e delle due mamme che si contendevano il bambino? Salomone disse: non c’è problema, tagliate il bambino a metà e datene una porzione a ciascuna madre. Una madre implorò di non farlo, chiedendo al Re di assegnare il bimbo all’altra. Salomone capì che quella era la vera madre, le consegnò il piccolò e punì la falsa madre. Aveva compreso che solo chi era mosso da vero amore diceva la verità. De Matteis è come la falsa madre.

Riflessione. De Matteis è stato eletto dagli aquilani. Per fare i suoi interessi, le sue battaglie politiche, i suoi scontri, e per sfogare i prori livori, che sempre lo muovono e dei quali ha l’animo colmo (mi spiace per lui, non deve essere una vita serena) o per fare fino in fondo comunque e dovunque gli interessi della Città? Cosa ha fatto per l’Aquila in questi drammatici 3 anni e mezzo dopo il sisma. Quali battaglie, quali leggi, quali iniziative? E come si è schierato rispetto al commissariamento , nello scontro che Chiodi ha avuto con la Città, quel Chiodi che alla fine persino il Governo ha licenziato su due piedi? E cosa vi dirà ora che magari si ripresenterà a chiedere voti?

Il centro turistico è in funzione. Presto si salverà. Ma voi capite la solitudine con la quale si lavora, avendo di fronte un’opposizione che bada solo all’attacco, peraltro in molti casi giusto, ma pericoloso se mai si guarda comunque all’interesse vero, di fondo, della città

Abbasso i GUFI. De Mattei ha collezionato un’altra delle sue figure barbine. Lascio a voi giudicare. Abbasso sempre i gufi.

LA REPLICA DI DE MATTEIS

“Secondo Cialente, che peraltro non ha il coraggio di dire lo cose a tutta la città, nascondendosi dietro Facebook, è una colpa voler tutelare gli interessi dell’Aquila, offesa dalle sue menzogne”.

Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis.

“La nostra volontà oggi è più che mai quella di tutelare il Gran Sasso e il Centro turistico, per dare un futuro reale a questa importante realtà economica. Agli insulti vigliacchi di Cialente su Facebook replico riproponendo delle domande alle quali un sindaco normale e non delirante come il nostro risponderebbe”.

“Povero Pinocchio! Il naso gli si allunga sempre di più. È vero o non è vero, caro sindaco, che l’ingegner Marco Cordeschi aveva segnalato i problemi degli impianti sin dal maggio di quest’anno? È vero o non è vero, come scrive Comola, che lui, Cialente, ha scelto la ditta che ha eseguito i lavori sul Gran Sasso? È vero o non è vero che esistono relazioni tecniche dal giugno ad oggi, che segnalano gravi carenze tecniche mai smentite?”

“È vero o non è vero che il verbale della visita dell’Ustif di ieri non è stato fatto firmare dai capi servizio, come invece è accaduto in precedenti circostanze? È vero o non è vero che avrebbe dovuto procedere alla gara di privatizzazione del Gran Sasso? È vero o non è vero che il consiglio di amministrazione era stato avvertito, sin da luglio, dal dottor Perrotti di gravi inadempienza, fonte di responsabilità amministrative e civili? È vero o non è vero che questa mattina sull’impianto c’era il direttore di esercizio Pignatelli?”

“Bene, sono solo alcune delle domande alle quali Pinocchio non risponde lasciando invece come eredità sul Gran Sasso le macerie dei tre consigli di amministrazione che, durante il suo mandato, hanno prodotto a oggi circa 6 milioni di debiti”.