L’AQUILA – Fuori programma con polemiche, questa mattina all’Aquila, in occasione della Prima Conferenza Territoriale sul Turismo, promossa dal Comune.

Ad inizio dei lavori del convegno, a cui erano invitati soggetti portatori di interessi, operatori ed esperti, alcuni consiglieri comunali si sono alzati dai loro posti esponendo dei cartelli di protesta per la mancata riapertura degli impianti di risalita del Gran Sasso.

Si trattava di Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila), Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) e Angelo Mancini (Idv, ma da sempre critico nei confronti dell’Amministrazione Cialente).

Uno dei cartelli recitava “Basta parole, aprite gli impianti del Gran Sasso”: il riferimento è alla chiusura della seggiova “Fontari” di Campo Imperatore, annunciata in più di un’occasione dal primo cittadino ma che non ha ancora superato i controlli dell’Ustif.

“Di che turismo volete parlare? – ha detto Di Cesare – Aprite gli impianti e poi fate il convegno. Chiedo che il sindaco si impegni per fissare una data credibile per la riapertura della stazione sciistica. Visto che lo ha già fatto 4 volte in  20 giorni se anche stavolta non mantenesse la parola dovrebbe dimettersi”.

Sulla vicenda è poi intervenuto con un comunicato stampa, così come ha fatto il consigliere comunale di L’Aquila città unita e vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis che senza mezzi termini ha scritto “Cialente sta distruggendo la città”. (g.a.)

LA NOTA DI APPELLO PER L’AQUILA

I lavoratori del polo elettronico e gli operatori della montagna oggi sono drammaticamente uniti dalla mancanza di prospettive per il loro futuro occupazionale. I ricercatori della Technolabs hanno protestato stamattina a Roma, presso la sede legale dell’azienda, nell’indifferenza generale di istituzioni e di gran parte della città, a fronte dell’individuazione nominativa del personale in esubero. Gli operatori turistici del Gran Sasso, nello stesso momento, contestavano a L’Aquila una paradossale Conferenza sul Turismo, esasperati dal continuo rinvio a data da destinarsi dell’apertura degli impianti sciistici di Campo Imperatore.

Si tratta in entrambi i casi di esperienze che dovrebbero rappresentare il fiore all’occhiello del sistema economico di questo territorio, situazioni in pesante sofferenza già da decenni per l’assenza di serie politiche di sviluppo e per cui la drammaticità e l’urgenza del dopo sisma hanno solo fatto precipitare gli eventi.

Anche l’attuale amministrazione, in continuità con le precedenti, del resto, è rimasta a guardare, limitandosi ad accollare la colpa alla crisi globale e a rilasciare infruttuose dichiarazioni d’intenti e attestazioni di solidarietà, o promuovendo addirittura  gestioni fallimentari quale quella del CTGS.

Da tempo, chiediamo e proponiamo soluzioni concrete per affrontare il tema dello sviluppo occupazionale di questo territorio, tema che dovrebbe essere al centro dell’agenda politica di chi ci governa. Per questo siamo tra i promotori della richiesta di un Consiglio straordinario su lavoro che avvii un confronto proficuo sulle opportunità da cogliere a partire dalla ricostruzione, sulle relazioni da promuovere per favorire il mutuo impiego di risorse, tecnologie, know-how, in modo da realizzare vantaggiose e sostenibili economie di scala (per il numero di soggetti coinvolti) e di gamma (per la varietà delle attività svolte).

Per questo abbiamo ribadito più volte che l’enorme patrimonio naturale del Gran Sasso deve essere governato mettendo a sistema tutti gli attori coinvolti: il Centro Turistico, l’insieme dei rifugi, le scuole di sci, le guide alpine, l’Osservatorio astronomico, i borghi storici, l’offerta ricettiv e, naturalmente, il Parco.

E’ necessario incentivare le passioni e le competenze dei nostri ragazzi che possono contribuire a sviluppare nuove forme di fruizione sostenibile della montagna in estate e in inverno. Molti di loro, invece, sono già costretti ad esportare le proprie capacità sulle Alpi, dove vengono riconosciute e valorizzate.

Allo stesso modo, questa comunità rischia di perdere molte delle competenze formatesi nei poli di ricerca e nell’Università della nostra città.

E’ urgente investire dove, come e su chi non si è mai fatto.

Crediamo che l’unica possibile via di sviluppo economico innovativo e sostenibile per il nostro territorio, nell’accezione di area vasta che supera i confini amministrativi, sia l’integrazione tra tutte le offerte presenti, dalla cultura al turismo, dai servizi al sistema produttivo.

L’amministrazione continua invece ad evitare di proporre e discutere una seria strategia di sviluppo e a produrre, d’altro canto, piani strategici che di strategico e di programmatico non contengono un bel nulla, perseverando nella mancata offerta di prospettive per il futuro e nel privilegio del tornaconto di pochi.

Intanto nel concreto, le aziende falliscono e licenziano e la montagna innevata e al sole, ma affidata a una gestione deleteria, anche oggi è rimasta con gli impianti chiusi.

DE MATTEIS: “CIALENTE STA DISTRUGGENDO LA CITTA'”

 “La lettera aperta scritta da Comola a Cialente, è grave, inquietante e merita un’attenzione che non può essere più soltanto del Consiglio comunale dell’Aquila”.

Lo afferma il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, commentando la lettera dell’ex Presidente del Centro Turistico del Gran Sasso Alessandro Comola, inviata al Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. “Le accuse lanciate da Comola – continua De Matteis – sono chiare e inequivocabili. Dice, a esempio, che Cialente interferiva nella gestione delle aziende, con interventi che l’ex Presidente definisce quantomeno ‘incongrui’, e di iniziative di contenuto diffamatorio nei suo confronti, quando solo a dicembre 2011 sembrava volesse nominarlo Vice Sindaco”.

Ma per De Matteis, l’aspetto più grave delle parole di Comola è quello relativo alle procedure di revisione degli impianti.

“Comola – aggiunge – afferma con chiarezza che il soggetto incaricato per la revisione generale e speciale delle ‘Fontari’ è stato scelto direttamente da Cialente. Si tratta della ditta Lallini, che poi di fatto, con la sua attività, ha impedito l’apertura della stazione turistica. Come è possibile che sia stato il Sindaco a scegliere una ditta, quando si dovrebbe provvedere con una gara pubblica?”.

C’è poi l’aspetto legato ai tentativi del primo cittadino di addossare le responsabilità ai capiservizio, ‘rei’ a suo dire, di avere gestito male la sicurezza e la revisione degli impianti.

“Peccato – prosegue De Matteis – che fin da giugno dell’anno scorso Cialente-Pinocchio, avrebbe dovuto sapere che i capiservizio avevano segnalato quanto necessario per le revisioni. Viene inoltre da chiedersi il perché della frase ironica con cui Comola chiude la sua lettera, quando cioè invita il Sindaco a restituire agli aquilani il municipio. Ma quella di Comola non è una nomina fiduciaria di Cialente? E i 3 consigli di amministrazione che si sono succeduti al Gran Sasso, con le rispettive dimissioni dei Presidenti, non erano espressione di Cialente? Oggi, con questa lettera, abbiamo un’ulteriore conferma della necessità di impedire a Cialente-Pinocchio di continuare a distruggere la nostra città”.

DE SANTIS: “ENTRO FEBBRAIO PROGETTO CONCRETO”

Valorizzare le tre vocazioni del territorio, quella culturale, naturalistica e religiosa, per il rilancio turistico del comprensorio aquilano.

Di questo si è discusso questa mattina in occasione della prima Conferenza territoriale sul turismo promossa dall’assessore comunale al ramo Lelio De Santis che si è tenuta presso l’Auditorium ‘Sericchi’ della Cassa di Risparmio dell’Aquila.

Un primo tavolo a cui seguirà un secondo dopo le feste, per porre le basi a un porgetto che verrà presentato entro febbraio.

“All’incontro hanno partecipato soggetti pubblici e privati, esperti del settore, con i quali si sono discusse le modalità per poter costruire un progetto di sviluppo turistico dell’Aquila città territorio che sia innanzitutto condiviso dal basso”.

In particolare, è il turismo religioso sul quale si è concentrata maggiormente la discussione di questa mattina. “Uno degli obiettivi – spiega De Santis – deve essere quello di inserire L’Aquila all’interno del Percorso del Perdono che va da Assisi a San Giovanni Rotondo, che ogni anno raccoglie circa 5 milioni di fedeli che però non vengono intercettati dal nostro territorio. A tal fine, è necessario anche che l’evento della Perdonanza venga valorizzata maggiormente”.

In merito alle contestazioni che ci sono state a inizio convegno da parte di alcuni consiglieri comunali, De Santis spiega: “Il problema che riguarda il Gran Sasso ha radici lontane. È ovvio che deve diventare una risorsa per il nostro territorio. Per fare questo, l’unica soluzione è passare a una gestione privatistica che si muova all’interno di un progetto elaborato dal Comune. Quello che è successo in questi giorni con la chiusura degli impianti non si deve più ripetere”.

Tra coloro che sono intervenuti al convegno, anche Mediamix, società di comunicazione con sede a Pesaro, ideatrice delle Divertimappe guide turistiche per bambini, con l’affermata illustratrice Serena Riglietti (conosciuta soprattutto per aver curato le illustrazioni italiane di Harry Potter).

Presente anche il dottor Enzo Giammarino per Confesercenti, direttore di In Fiera e Ecotour, il dottor Stefano Landi presidente di SL&A turismo e territorio, che opera dal 1988 sui temi di ospitalità e turismo, ambiente, imprese ed economie locali; l’ingegnere Alessandro Di Loreto, coordinatore di strutture dirigenziali generali della presidenza del Consiglio dei Ministri, attività e iniziative per lo sviluppo locale in aree di crisi, Antonio Porto, economista aquilano con la sua proposta di Sistema Turistico Locale Provinciale, i Parchi, il Consorzio Celestiniano, la Camera di Commercio e i sindacati. (e.m.)