L’AQUILA – Cambia sede l’imponente scheletro di Mammuthus meridionalis vestinus, il cosiddetto Mammuth, e con lui tutte le opere conservate nel Museo Nazionale d’Abruzzo, da sempre ospitato nei locali del Forte spagnolo cinquecentesco dell’Aquila, gravemente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009.
La Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo ha scelto infatti come sede temporanea quello che è ritenuto un esempio di archeologia industriale in terra aquilana, l’ex Mattatoio, che il Comune ha concesso in comodato d’uso gratuito al ministero per i Beni Culturali.
I locali saranno ristrutturati e adeguati da un punto di vista sismico, nell’ambito di un progetto museografico e museologico curato dall’amministrazione.
L’intervento sarà realizzato grazie a un contributo di 5 milioni di euro da parte della società Invitalia, nell’ambito del Progetto Poli Museali di Eccellenza nel Mezzogiorno.
Entro il prossimo ottobre sarà pubblicato l’avviso di gara per i lavori di consolidamento, recupero e allestimento museale; nel frattempo, l’amministrazione ha stipulato accordi per affrontare la casistica di interventi di restauro delle opere trasferite provvisoriamente nel Museo di Paludi di Celano, oggi Musé, con l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Superiore per il Restauro e, a livello locale, con l’Accademia di Belle Arti del capoluogo.





