L’AQUILA – “I puntellamenti non sono pericolosi e io non sono preoccupato”.

Va contro i suoi stessi tecnici l’assessore comunale dell’Aquila alle Opere provvisionali Pietro Di Stefano, contattato da AbruzzoWeb dopo l’articolo sul rapporto dello scorso 14 settembre relativo alle condizioni della messa in sicurezza dei palazzi danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.

Nel documento i tecnici del Dipartimento per la ricostruzione – settore emergenza sisma e ricostruzione privata parlano di “progressiva evoluzione del fenomeno di dissesto strutturale con conseguenti diverse condizioni di instabilità”, ma Di Stefano si dice sicuro del fatto suo.

“I puntellamenti d’acciaio sono sicuri e quelli di legno sono una porzione residuale e comunque in grande parte già sostituiti”, spiega.

L’assessore mantiene lo stesso atteggiamento sereno di quando questo giornale ha scoperto e diffuso la lettera dello scorso febbraio del comandante provinciale dei Vigili del fuoco del capoluogo, Vincenzo Ciani, che parlava di “potenziale, ma sussistente, pericolo di sottovalutazione del rischio”.

Nella città della condanna alla commissione Grandi rischi proprio per aver sottovalutato il pericolo la prudenza sarebbe d’obbligo, ma Di Stefano si dimostra ancora una volta tranquillo.

Eppure a metà settembre la relazione ipotizzava una manutenzione straordinaria oppure “atti amministrativi di competenza che continuino a garantire la pubblica incolumità”: leggi la chiusura del cuore della città che, però, è arrivata solo due mesi dopo, il 17 novembre, dopo una scossa di magnitudo 3.2 e una ancora precedente 3.6 il 30 ottobre.

“Non abbiamo aspettato troppo – rassicura Di Stefano – e gli ‘atti amministrativi’ non sono solo la chiusura. Comunque dopo le scosse abbiamo chiuso il centro per poi riaprirlo, significa che i controlli ci sono stati e hanno dato esito positivo”.

Nemmeno, secondo l’assessore, per due mesi dopo la relazione i giovani hanno affollato a migliaia aree potenzialmente pericolose.

“‘Pericoloso’ non è scritto da nessuna parte e non ci sono stati casi di crolli”, ricorda anche se ammette che “solo con la ricostruzione supereremo questo stato di cose”.

E la diagnostica e manutenzione continue di cui parla il documento disvelato da AbruzzoWeb?

“Servirebbero 2 milioni di euro dal governo – spiega ancora Di Stefano – per avviare una diagnostica costante e avere ditte di pronto intervento. Ho visto grande disponibilità ma ancora non li abbiamo a disposizione”.

In conclusione l’appello ai giovani che con la progressiva riapertura torneranno via via ad affollare la città. “Godetevi le parti riaperte evitando di fare gli acrobati in zona rossa”, conclude Di Stefano. Alberto Orsini