MONTESILVANO – “Dobbiamo uscire dalla logica del rigore a tutti i costi. Puntiamo alle idee per risollevarci, tuteliamo i pensionati, applichiamo vere tasse patrimoniali. Per iniziare a risalire, basterebbe tassare chi ha più soldi, ma fino a oggi non lo ha mai fatto nessuno”.

Queste le prime parole del segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, alla vigilia del Consiglio nazionale in programma oggi al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano (Pescara).

“Parleremo di diversi temi – ha spiegato Centrella ad AbruzzoWeb – dalla crisi che ormai attanaglia il nostro Paese, alla situazione in Abruzzo, cercando di offrire le nostre soluzioni ai problemi più urgenti. Vorremmo che si partisse da una detassazione dei pensionati, perché senza un abbattimento di questo tipo, l’economia non riparte. Stessa sorte se non si decide una volta per tutte di tassare i ricchi”.

L’Abruzzo, trovandosi al centro della dismissione industriale che sta investendo l’Italia, per Centrella necessita di “una politica diversa che punti alle potenzialità locali, come artigianato, agricoltura e turismo. Per salvare le industrie italiane, invece, non si può prescindere da un vero piano industriale”.

Nella nostra regione, in questi giorni si parla molto dell’abbattimento del carico fiscale voluto dal governatore Gianni Chiodi.

“Puntare alla detassazione è un modo per far uscire dalla crisi non solo l’Abruzzo, ma anche l’Italia”, ha commentato Centrella.

“Ma se la politica nazionale non inizia a muoversi concretamente – ha aggiunto – si continuerà a fare fatica anche a livello locale. Purtroppo, in Italia di veri politici non ne sono rimasti molti”.

Sul capitolo ricostruzione dell’Aquila, Centrella non si fa illusioni.

“L’Aquila è una questione molto complessa, specie con il governo Monti che non fa altro che mettere paletti come in altre situazioni cruciali per il Paese. Se non si mettono in campo idee forti, anche i rapporti con l’Europa continueranno a peggiorare. La parola d’ordine, per me, resta la stessa: meno rigore per tutti, badando sì ai conti, ma rispettando la necessità di investire. Senza dimenticare di tassare chi ha più soldi, evitando a chi ne ha pochi di precipitare nella spirale della crisi economica”.