PESCARA – “Al primo vero atto, dopo 14 mesi di amministrazione, la maggioranza si è sfaldata e non è riuscita a raggiungere l’obiettivo: la nascita della società Linfa srl”.

Lo ha detto Antonio Castricone, consigliere del Pd alla Provincia di Pescara, in una conferenza stampa dell’opposizione sulla vicenda della società in house Linfa srl, la cui delibera per la sua costituzione è stata ritirata ieri dal presidente della Provincia Guerino Testa nel corso del consiglio provinciale.

“Abbiamo visto- ha proseguito Castricone- che ci sono crepe anche al di là dei numeri che si sono verificati ieri in consiglio. Per noi è stata una battaglia importante e siamo contenti di averla vinta almeno momentaneamente perchè riteniamo che la società Linfa non sia utile, in questi termini, alla Provincia, alla gestione dei centri dell’impiego e alla stabilizzazione dei precari.

Il problema – continua Castricone- non è il consiglio di amministrazione: siamo contrari a questa società perchè garantisce la non stabilizzazione dei precari. Noi invece vogliamo la loro stabilizzazione e per raggiungere questo obiettivo ci stiamo battendo da un anno”.

Il capogruppo del Pd, Antonello Linari, è intervenuto poi sulla dichiarazione del presidente Testa relativa al motivo del ritiro della delibera: “il presidente – ha detto – ha preso una cantonata. Voleva essere un uomo solo al comando e colui che indirizzava e registrava tutte le azioni di questa società. Noi – ha proseguito- ci siamo inseriti nell’emendamento Teodoro per chiedere il consiglio di amministrazione e chiedere tutele per l’opposizione.

Per controllare, dunque, e non perchè vogliamo occupare posti di potere. Anzi, abbiamo chiesto che la partecipazione al cda fosse a titolo gratuito quindi senza gettone di presenza o indennità”.

Per Linari ieri il presidente Testa ha registrato “la mancanza di maggioranza: il voto gli ha dato torto e ha ritirato la delibera perchè è andato in minoranza. E’ una falsità – ha concluso il capogruppo del Pd – dire di aver ritirato la delibera perchè abbiamo chiesto la nomina di un componente del consiglio di amministrazione”.

Anche il capogruppo dell’Idv, Luciano Di Lorito, ha sostenuto di essere contrario alla costituzione della società perchè “non risolve – ha detto- il problema dei precari”.