PESCARA – “Questo pomeriggio ci inconteremo con alcuni legali nostri iscritti, per mettere a punto una class action (D.L. 198/2009 per forme di azioni collettive verso la P.A.) e quindi una azione legale verso il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi per inadempienze in materia sanitaria del commissario straordinario e per la tutela dei cittadini abruzzesi in merito all’assistenza medica”.
Lo ha annunciato questa mattina in conferenza stampa il senatore dell’Idv Alfonso Mascitelli, in risposta alle falsità (così sono state definite dall’Idv) dette dal presidente della regione Chiodi e dall’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni ieri, nel corso di un incontro con i giornalisti in cui era stato presentato il piano strategico sanitario con l’impiego di 82 milioni di euro.
“Non è più ammissibile – ha detto ancora l’esponente politico dell’Italia dei Valori – vedere i ridimensionamenti di servizi sanitari, ospedali, distretti di base, con i cittadini costretti ad attese estenuanti liste di attesa per esami ed analisi anche banali. Non è più accettabile vedere malati cronici costretti a ricorrere a privati per ricevere assistenza medica dopo le riduzioni imposte a livello regionale. Per questo e per lo sfascio della sanità abruzzese, intraprenderemo questa azione legale collettiva, proponendo in seguito anche una interpellanza parlamentare”. Mascitelli ha parlato di annuncia ad effetto della Giunta Chiodi e di trucchi messi in atto dall’attuale governo regionale.
“Il primo trucco – ha spiegato Mascitelli – riguarda il taglio dei posti letto che non sono stati proporzionali, rispetto al privato, come sostenuto da Chiodi. Il secondo trucco riguarda il taglio dei posti letto a seconda delle zone dove si é intervenuti. E’ stato fatto tutto in maniera scientifica, ma non certo in modo omogeneo visto che nelle province di Pescara e Chieti dove c’é una forte presenza privata – ha detto Mascitelli – il pubblico è stato penalizzato, e anche pesantemente. Il terzo trucco – ha concluso Mascitelli – riguarda l’impiego degli 82 milioni. Anche in questo caso sono state dette falsità, visto che non esiste un programma operativo, non esiste una riprogrammazione nel ruolo delle Rsa e questo sta portando ad interventi a macchia di leopardo e in modo insensato. Per questo abbiamo il dovere, come opposizione, di salvaguardare gli interessi dei cittadini e la garanzia di una tutela sanitaria”.





