COSENZA – Ha tremato ancora nella notte il Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata, dopo la scossa di 5.0 che ieri mattina ha allarmate le popolazioni locali e causato la morte di un anziano per infarto.

Dopo la “botta” si è avuto uno sciame sismico con decine e decine di eventi di minore intensità: in tutto, negli ultimi due anni, sono state più di 2 mila le scosse registrate.

Seconda notte all’aperto, e sotto la pioggia, per molti degli abitanti dei comuni interessati, tra cui Mormanno (Cosenza).

Anche chi non ha avuto la casa dichiarata inagibile ha preferito evitare di fare rientro nella propria abitazione.

Lo stress e l’angoscia, oltre alla paura di un nuovo sisma, ha spinto centinaia di persone a trascorrere la notte in auto in spazi aperti, nonostante il peggioramento delle condizioni meteo con un abbassamento della temperatura, arrivata intorno a 10 gradi, e la pioggia.

Altri hanno trovato ospitalità da parenti in zone più sicure o in albergo.

Le previsioni meteo danno pioggia su tutta la zona. Circostanza che contribuisce a mettere ulteriormente a dura prova i residenti.

Non solo: il maltempo ha determinato una situazione di apprensione a Mormanno per un movimento franoso in atto da tempo su una collina ridosso di una parte del centro abitato.

In paese c’è il timore che la pioggia che sta cadendo in queste ore, a tratti anche intesa, possa rimettere in moto il movimento franoso.

Lo smottamento di un costone in un’altra zona del paese ha provocato la chiusura della strada provinciale nelle vicinanze del campo sportivo.

La Protezione civile ha allestito nelle aree rurali di Rotonda (Potenza) alcune tende per permettere agli allevatori con le case inagibili della zona di trascorrere la notte al riparo senza abbandonare il bestiame.

Oggi proseguiranno sia le verifiche negli edifici pubblici e privati sia le iniziative per sostenere coloro che hanno lasciato le loro case.

DANNI A BENI CULTURALI PER MILIONI DI EURO

“I danni ai beni culturali calabresi sono ingenti e potrebbero ammontare, a una prima stima, a diversi milioni di euro. Sono state colpite sopratutto alcune chiese”.

È quanto ha sostenuto, in una nota, l’assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri.

Sui beni culturali è stata costituita un’apposita unità di crisi, coordinata dal direttore dei Beni culturali della Calabria, Francesco Prosperetti.

“Da ieri mattina – ha aggiunto l’assessore – gli uffici dell’assessorato regionale alla Cultura sono in stretto contatto con la Protezione civile regionale, la sovrintendenza regionale dei Beni culturali e il nucleo regionale per la tutela del patrimonio culturale dei carabinieri. Inoltre abbiamo contattato i sindaci dei comuni interessati al sisma”.

Al momento, i danni maggiori sui beni culturali sembrano essere quelli registrati a Mormanno, nelle chiese di Santa Maria del Colle, dell’Annunziata, di Santa Apollonia e di Santa Maria del Soccorso, così come a Laino Borgo presso la chiesa dello Spirito Santo e a Laino Castello nella chiesa di San Teodoro.

PARLAMENTARI PD: “ATTIVARE FONDO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ”

“Il governo verifichi se ci sono le condizioni per attivare il fondo europeo di solidarieta’ per i paesi colpiti dal sisma in Calabria e Lucania”.

È quanto hanno chiesto in una lettera al presidente del Consiglio, Mario Monti, gli eurodeputati della circoscrizione sud del Pd Arlacchi, Cozzolino, De Castro, Jovine, Pirillo e Pittella che hanno anche espresso solidarietà ai cittadini dell’area e l’apprezzamento per la pronta risposta delle istituzioni locali, della protezione civile e del volontariato.