L’AQUILA – Un articolo dell’ultimo numero del settimanale l’Espresso titola “L’Aquila infiltrata”, con l’occhiello “mafia e appalti”, pubblicato nella sezione “Riservato”, in un box rosso fuoco posizionato a fondo pagina.

Sul contenuto dell’articolo è scoppiata la polemica. Il cronista Primo De Nicola parla di una “ondata di guai” che “investe l’amministrazione provinciale”. Si fa riferimento a un “appalto da 900 mila euro concesso all’impresa Lino Mascitti & figli colpita da una interdittiva antimafia”.

Il pezzo prosegue facendo notare che tale ditta è di Celano, di cui sono originari anche il presidente della Provincia dell’Aquila ed ex vice sindaco, Antonio Del Corvo (nella foto), e il coordinatore regionale del Popolo della libertà, il senatore Filippo Piccone.

Di quest’ultimo, in particolare, l’Espresso svela che “oltre che dichiararsi estraneo alla vicenda si dice molto addolorato”.

Sono bastate queste poche righe, peraltro di significato criptico, come si addice a una rubrica di indiscrezioni e retroscena, a scatenare una polemica politica al vetriolo.

Al di là delle insinuazioni dall’una e dall’altra parte, l’articolo sembra essere più che altro preso a pretesto per sottolineare un fatto incontestabile, il crescente peso politico che sta assumendo la città di Celano a discapito del resto della Marsica e anche dell’Aquila.

L’ATTACCO DEL PD: ”LOGICA STRAPAESANA E POCO CHIARA”

“Dopo cento giorni nei quali è difficile riconoscere fatti rilevanti realizzati dall’amministrazione provinciale, piuttosto dedita a plaudire e sostenere politicamente le mancanze governative nazionali e regionali, guadagnano gli onori della cronaca fatti poco chiari che destano profonda preoccupazione”.

Questo l’intervento del segretario provinciale del Pd, Michele Fina, in riferimento all’articolo dell’Espresso. Dopo averne riepilogato il contenuto, Fina ha spiegato che “si conferma quello che da sempre abbiamo paventato e cioè la riduzione di un Ente importante per l’intero territorio a una logica strapaesana. Chiederemo chiarimenti a tutti i livelli”.

Fina ha ricordato che “i consiglieri provinciali del Pd avevano già richiesto circa due mesi fa copia di tutti gli atti relativi ai lavori affidati o in corso di affidamento, con indicazioni dell’albo delle ditte e delle relative procedure di appalto adottate”.

“Richieste – accusa – completamente disattese, perciò, alla luce dei fatti denunciati dall’Espresso, è legittimo il sospetto che sia stata una scelta voluta e non una dimenticanza”.

LA DIFESA DEL PDL: ”COINCIDENZA DI LUOGHI NON ESCLUDE DA APPALTI”

“Sorprende che l’ex assessore provinciale Michele Fina, rispolverata la mimetica dell’oppositore, abbia dimenticato, in poco meno di novanta giorni, quali siano le procedure d’appalto della Provincia, che pure ha amministrato”.

Alle parole di Fina così ha rimbeccato il coordinatore provinciale del Pdl, Massimo Verrecchia.

“Se Fina – ha aggiunto Verrecchia – facesse un piccolo sforzo di memoria, oltre che di onestà intellettuale, ricorderebbe che tra i criteri di esclusione nelle gare di appalto non c’è la coincidenza tra la sede legale dell’impresa con il luogo di nascita del presidente della Provincia o dei vari assessori, altrimenti avrebbe segnalato, con altrettanto sdegno, le varie assegnazioni che in sei anni si sono succedute a imprese dell’Aquila o di Luco dei Marsi”.

“Accostare pertanto – ha proseguito l’esponente del Pdl – la notizia dell’Espresso alla trasparente gestione Del Corvo è, prima ancora che strumentale, semplicemente puerile, e trova come unica giustificazione la necessità di colmare la sua lunga assenza sugli organi d’informazione”.

“Riguardo agli atti richiesti – ha concluso Verrecchia – Fina dovrebbe sapere che la commissione di vigilanza, presieduta dalla minoranza, ne ha la tempestiva disponibilità, così come tutti i consiglieri e tutti i singoli cittadini che ne facciano richiesta”.

PIETRUCCI (PD) RINTUZZA: ”CELANO CENTRO DI POTERE”

L’AQUILA – “La notizia, apparsa ieri sull’Espresso, che una ditta di Celano, aggiudicataria di un appalto da 900 mila euro per conto della Provincia dell’Aquila, sia stata raggiunta da un’interdittiva antimafia, è francamente inquietante, soprattutto in considerazione che è il primo affidamento da parte dell’Ente”.

Lo si afferma in una nota del consigliere provinciale Pierpaolo Pietrucci, il quale ritiene “inquietante il fatto che si stia creando un vero e proprio centro di potere nella città marsicana, da cui si generano carriere politiche e fortune economiche”.

“Di Celano – aggiunge Pietrucci – è il presidente della Provincia Antonio Del Corvo, e di Celano sono il presidente del Consiglio provinciale, Filippo Santilli, e il coordinatore del Pdl in Abruzzo, Filippo Piccone, che ne è anche sindaco”.

“Non è finita qui – prosegue la nota – Il presidente Del Corvo si è circondato di un entourage di compaesani, cui ha distribuito incarichi e potere, anche con forzature di dubbia legittimità”.

Pietrucci fa un esempio. “È il caso – dice – del segretario generale: non aveva i titoli per ricoprire l’incarico in un’amministrazione provinciale che è anche sede di capoluogo di regione, e dunque in prima fascia, ed è stata declassata la Provincia pur di poter procedere con la nomina del segretario, che fa il paio con un altro illustre collega, il direttore generale, a sua volta ex funzionario del Comune di Celano”.

“Un centro di potere – conclude Pietrucci – francamente inquietante e rispetto al quale ci si chiede come mai il centrodestra regionale e quello nazionale non si pongano qualche interrogativo, dal momento che siamo in presenza di uno scenario che getta pesanti ombre sul futuro del nostro territorio”.