L’AQUILA – Lo stilista aquilano Daniele Gottastia si sta conquistando sempre più l’etichetta di “promessa” della moda italiana.
Un vero creativo, “Lele”, che non ha paura di innovare, neanche di fronte a un ambiente chiuso e conservatore come quello della moda. E ora lancia la sua nuova idea, la serigrafia su scarpa per avere calzature completamente personalizzate.
Tra la voglia di aprire una sua boutique nel centro storico terremotato della sua città e le ambizioni di esportare la sua idea nel mondo, Gottastia in epoca di crisi si è anche rimboccato le maniche per “inventarmi un lavoro, come dice Monti”.
È un artista dalla vena eccentrica e unica, perfino troppo secondo i conservatori della grandi Case, il giovane di 25 che anni che ha già stupito le passerelle dell’haute couture, aggiudicandosi il primo premio al “Riccione moda Italia” nel 2009 e, dopo il sisma, sfilando al fianco della maison Gattinoni in onore della sua città.
Esportatore del novello design italiano alla fashion week del Burkina Faso, oltre alla Tournée del Sud America, durante la quale si è fatto conoscere in Cile, Brasile e Paraguay, Daniele ha affinato il suo talento passando per l’Istituto d’Arte Muzi del capoluogo, per poi laurearsi nel 2010 presso l’Accademia di costume e moda di Roma.
Gottastia è riuscito a lanciarsi sotto i riflettori da subito, lavorando anche per il settore Denim della Benetton. Ora si reinventa e continua a mettersi alla prova da animo creativo ed eclettico qual è.
Cosa ha ispirato questo nuovo progetto?
Volevo fare la mia linea di scarpe, con il mio marchio, ma mi sono fermato perché questo mio hobby per la serigrafia su scarpa ha preso il sopravvento. Comunque l’intenzione di fondo è riuscire ad accontentare qualsiasi tipo di esigenza mi venga presentata. Mi occupo di serigrafia, quindi anche di abbigliamento per moto. Ho la passione per la pittura, perciò realizzo dipinti, anche su commissione. Faccio anche il sarto, a tempo perso… Monti ha detto che dobbiamo provare a inventarci il lavoro, e io lo sto facendo!
Come è stata accolta l’idea nel contesto modaiolo aquilano e su scala nazionale?
La produzione sta riscuotendo successo! All’Aquila collaboro con Promo e Feel it, poi ho la mia pagina Facebook, sulla quale pubblicizzo i miei lavori, e anche da lì ricevo ordinazioni. Da inizio novembre le mie creazioni saranno esposte anche in due negozi a Roma, nelle zone di Rione Monti e Campo dei Fiori. Avendo avuto successo qui, che è un piccolo centro, saranno sicuramente ottime vetrine!
E su scala internazionale?
Sarebbe la cosa migliore! Intanto cominciamo da Roma. Comunque ho già spedito dei lavori a Valencia, Parma e Savona. L’idea sarebbe quella di continuare a lavorare online ma anche aprire un piccolo laboratorio-negozio in centro, all’Aquila. Lì avrei comunque più visibilità, penso che la gente si sia stufata dei centri commerciali. Sperando che la ricostruzione vada avanti.
Altre sfide?
Avevo iniziato anche un altro progetto: realizzare io prototipi di scarpa, su cui poi lavorare. Per il momento sono ancora all’inizio, ho comunque aperto la partita Iva come libero professionista, sono intenzionato ad aprire in centro, ma ancora non posso permettermi di sostenere tutte le spese di un’attività.
Dopo l’esperienza Benetton?
Dopo i tre anni a Treviso con la Benetton niente, per noi giovani è proprio un periodaccio! Fendi mi ha chiamato cinque volte e alla quinta e ultima mi ha detto che ero troppo creativo. E così altre grandi Case. Il mondo della moda, così come lo conosciamo, ha ancora troppa paura dell’innovazione!



