ROCCA DI CAMBIO – Avrebbero abbassato i canoni di concessione delle terre civiche alla Campo Felice spa per garantire un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società che gestisce gli impianti sciistici di Rocca di Cambio (L’Aquila).

Per questo motivo la procura dell’Aquila ha indagato il sindaco, cinque amministratori in carica o ex, maestri di sci o gestori di locali, e il tecnico comunale.

Si tratta del primo cittadino, Gennaro Di Stefano, dell’assessore Isidoro Franceschi, dell’ex componente della Giunta Matteo Franceschi, entrambi istruttori sulle piste, dei consiglieri comunali Piero Pietropaoli, già titolare di un locale, Pio Di Stefano, cognato del sindaco e gestore di un ristorante, e Simone Sulpizio, dipendente della Campo Felice, e del tecnico comunale Santino Spaziani.

L’inchiesta nasce da un esposto dell’ex assessore al Bilancio del Comune Rosario Moscone e fa riferimento a una delibera approvata nel giugno del 2010, all’esordio in Consiglio della nuova amministrazione, relativa agli affitti dei terreni pubblici che la Campo Felice spa era tenuta a pagare per la loro occupazione.

La Campo Felice attualmente ha circa 100 dipendenti e garantisce un indotto sul territorio di almeno 2-300 persone che gravitano intorno al turismo invernale.

“Sono un dipendente della Campo Felice che ha un suo stipendio a prescindere da quanto entra nelle casse dell’impresa”, si difende Di Stefano.

“Da amministratore – aggiunge – faccio gli interessi della collettività, non sono un politico e mi impegno anche più di quanto si può fare per il bene del paese”.

“Abbiamo fiducia nella magistratura, ma riteniamo di aver agito correttamente – spiega Di Stefano – non facendo altro che dare seguito a un provvedimento predisposto dalla precedente amministrazione”.

“Ricordo che l’ex assessore Moscone, quattro anni fa, aveva votato una delibera riguardante la Campo Felice pur avendo un cognato dipendente – sottolinea – con l’esposto, probabilmente, dimostra che non ha digerito la sconfitta alle elezioni”.

“Con questa azione – conclude il sindaco – non si fa danno all’amministrazione ma al paese intero, che avrebbe bisogno di un’opposizione costruttiva, nell’interesse di tutti”. (b.s.)

LA REPLICA: MOSCONE, ”LA MIA NON E’ UNA LOTTA PERSONALE”

“La denuncia della delibera sui canoni di concessione dei terreni di uso civico non nasce da una mia iniziativa personale legata all’esito delle elezioni amministrative, perse peraltro solo per una manciata di voti, ma da un’azione condivisa da tutta l’opposizione”.

E’ questa la replica di Rosario Moscone, capogruppo della minoranza ed ex assessore al Bilancio del Comune di Rocca di Cambio.

“In più di un’occasione abbiamo effettuato comunicazioni al sindaco, chiesto l’accesso agli atti e di vedere le carte. – aggiunge – Tutti diritti che non ci sono mai stati concessi e per questo, secondo il principio dell’autotutela, abbiamo inviato le carte alla Procura che ha proceduto dopo aver preso visione dei documenti, non perchè qualcuno potesse avercela con il sindaco. La mia non è una lotta personale, ma di trasparenza e legalità”.

“E’ vero, durante la scorsa consigliatura votai una delibera sui canoni di concessione. Ma quel documento era completamente diverso da quello poi approvato dalla maggioranza attuale, che ho la stravolto procurando un ingiusto beneficio patrimoniale ed economico alla Campo Felice spa”. (g.a.)