CHIETI – Supercinema strapieno ieri sera per la tappa teatina del tour abruzzese del sindaco rottamatore Matteo Renzi.
Tanti ad attenderlo, ma non tutti suoi sostenitori. Molti i curiosi, venuti a vedere dal vivo il nuovo fenomeno della politica di centrosinistra che piace anche al centrodestra.
A riceverlo, dopo circa tre quarti d’ora di ritardo, è il vicepresidente del Consiglio comunale e presidente regionale dei giovani democratici Alessandro Marzoli, renziano della prima ora e appena tornato dagli Usa dove, per un mese, ha lavorato da volontario in California alla campagna elettorale di Barak Obama, figura, quella del presidente americano, che ritorna spesso nei discorsi dello stesso Renzi, che ne proietta anche un toccante video a chiusura dell’incontro teatino dove il presidente Usa commemora una giovanissima vittima della strage di Tucson in Arizona.
Dopo le scuse per il ritardo (dovuto alla volontà di essere presente ai funerali del procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna), l’apertura dell’incontro è invece dedicata a un momento divertente (Renzi si prende in giro mostrando in un video il suo curriculum: il video è quello della parodia di Maurizio Crozza a lui dedicata) e al verbo che lo ha reso famoso, “rottamare”. Tema che lo porta dritto dritto alla polemica anti-casta di cui si fa interprete.
Parla di un “pacchettino anti-casta” che passa per l’abolizione dei vitalizi, il dimezzamento dei numeri dei parlamentari, “io a Firenze ho dimezzato il numero degli assessori”, e l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. A questo proposito spiega anche anche il camper con cui sta girando l’Italia viene pagato da quanti vogliono dare il proprio contributo alla campagna elettorale.
Una frecciata velenosa viene indirizzata a Massimo D’Alema. Proiettando un video in cui D’Alema dice che se vince Renzi non ci sarà più un centrosinistra, l’interessato prima si schermisce, “ma che gli ho fatto di male?”, e poi replica: “Caso mai se vince Renzi non c’è più il posto in parlamento per lui”.
L’idea renziana del centrosinistra viene affidata a un altro video comico: quello del film “Non ci resta che piangere” con Massimo Troisi. La scena proiettata è quella del frate che insistentemente con tono grave dice a Troisi “ricordati che devi morire”. Il parallelo è con un atteggiamento che sarebbe “perdente” dell’attuale Partito democratico, che lui vorrebbe cambiare in un ribaltamento pieno: “Io sogno che il partito mi dica come posso vivere”.
Tante le battute della serata: la lista civica di Fini e Casini diventa “la lista cinica di Fini e Casini”, mentre il suo slogan della campagna per le primarie “adesso” viene declinato all’abruzzese “mò!”, grazie a un cartellone dei renziani abruzzesi che rifà il verso al suo “Matteo Renzi adesso!” e diventa appunto “Matteo Renzi mò!”.
Tra le risate, però, Renzi tocca anche i temi cardine della propria proposta politica, per cui chiede il voto alle primarie del centrosinistra: le modalità di come si spendono i soldi europei, quelle di come si investe per le infrastrutture, al realizzazione degli asili nidi, le politiche del lavoro, il problema della burocrazia e, per gli altri contenuti delle sue proposte, ha rimandato ai suoi contatti internet.
Ad ascoltarlo, tra il pubblico, c’erano molti consiglieri comunali: dall’ex sindaco Francesco Ricci, che ha definito “interessante” la proposta renziana ma ha detto che per il momento non vuole ancora schierarsi, al segretario cittadino del Pd Enrico Iacobitti, che invece si è già dichiarato per Pierluigi Bersani, al consigliere Luigi Febo.
Diversi anche i consiglieri di opposizione, tra cui il pidiellino Stefano Rispoli e il capogruppo della lista civica di Giustizia sociale, Enrico Bucci, intervenuti solo per curiosità.
Era presente anche il capogruppo d’opposizione a Casalincontrada (Chieti) Sergio Montanaro, che, pur proveniente da una lista civica non certo vicina al centrosinistra, invece si è schierato apertamente per Renzi. Molte, inoltre, le facce di elettori del centrodestra che generalmente non si fanno vedere agli incontri dell’altra parte.
Insomma, Renzi è sicuramente riuscito ad attirare l’attenzione della piazza teatina. Non è dato sapere, però, se questa attenzione si concretizzerà in voti, visto che i suoi sostenitori ufficiali sono ancora mosche bianche.
Al termine dell’incontro, il sindaco si è fermato brevemente a rispondere anche ad alcune domande dei giornalisti, anche sull’attenzione che ha deciso di dedicare all’Abruzzo, dove all’ultimo momento è saltata la tappa aquilana, proprio a causa della sua partecipazione ai funerali di Vigna. Renzi ha detto di voler dare grande attenzione all’Abruzzo, definito “un pezzo fondamentale della ripartenza del paese”. (ar.ia.)






